Niki Lauda: l’uomo, l’eletto, l’eroe
Niki Lauda – foto: Scuderia Ferrari
C’erano una volta i cavalieri del rischio, gli eroi belli e impossibili che tagliavano i traguardi delle gare alla stessa velocità con cui rapivano cuori. Correre era un’arte sublime, una seducente sirena che avvolgeva la vita di quegli eroi fra le sue spire meravigliose e mortali, come quell’Inferno Verde là. La morte? Oh, a tutti succede di morire, ma solo a pochissimi eletti è consentito vivere così.
Poi un giorno in Formula uno arrivò Niki Lauda. Con furia calcolatrice spazzò via tutte quelle belle chiacchiere su eroi, cavalieri, bellezza e arte e si impose per calcolo, tattica, pragmatismo e rigore. Si concentrò sulla conoscenza perfetta del mezzo e delle sue possibilità e non sull’andare il più veloce possibile, accettò con estrema naturalezza il dare un prezzo alla sua stessa vita pagandosi un sedile tramite un’assicurazione e al fascino di un bel viso preferì le doti insospettabili ma utilissime di un’altra parte del corpo: il suo sensibilissimo culo.
Non è facile rendere l’idea della grandezza di Niki Lauda con parole, che lui stesso si annoierebbe moltissimo a leggere, ma nemmeno elencando i suoi tre titoli mondiali e le sue vittorie, roba che lui liquiderebbe come nient’altro che il giusto merito per le sue capacità. Così come non è facile spiegare ai profani che le leggende viventi non sono irraggiungibili esteti ma vanno in giro in jeans e camicia, giudicando il mondo con un sorriso beffardo da sotto un cappellino rosso.
Niki Lauda non è semplicemente un simbolo, Niki Lauda è la grandezza dell’uomo , del suo spirito, della sua forza e della sua intelligenza, che piega il destino al suo volere e prevale su tutto. Perfino sul fuoco. La sua storia di coraggio che sembra sovrannaturale è in realtà il trionfo dell’essere umano, che lotta, cade, si brucia, che accetta la debolezza e viene a patti con la paura, che rinuncia ma tuttavia vince e diventa immortale. La sue è la storia di uno al quale non interessava essere un eroe ma che lo è diventato perché le sue gesta hanno fatto scoprire a tanti le doti insospettabili di un’altra parte del suo corpo, che cominciava anche quella con cu: il suo gigantesco cuore.
Oggi ci siamo svegliati con la notizia che Niki Lauda ha consentito di sventolare la bandiera a scacchi sul suo Gran Premio personale. Ci sentiamo tutti un tempo nero addosso, di nubi gravose e cieli arrabbiati, come quella volta là, sul circuito del Fuji, e abbiamo un buco in più nel cuore. Ognuno di noi avverte come una mano artigliata al proprio spirito, che ti fa rivivere quei meravigliosi ricordi ma al contempo ti avvolge e ti stringe, come quell’Inferno Verde là.
Certi che a tutti succede di morire, ma solo a pochissimi eletti è consentito vivere come Niki Lauda.
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