Pamela Mastropietro, l’attesa per la sentenza per Innocent Oseghale: i giudici sono in camera di consiglio
I giudici della Corte di assiste di Macerata sono entrati in camera di consiglio alle 14. 45. Secondo il presidente Roberto Evangelisti per emettere la sentenza per la morte di Pamela Mastropietro ci vorranno “alcune ore”. Prima della lettura del dispositivo ci sarà un preavvertimento alle parti di 15-20 minuti. Unico imputato è il 30enne nigeriano Innocent Oseghale, accusato di omicidio, vilipendio di cadavere e violenza sessuale. I resti della 18enne romana furono trovati in un trolley.
La violenza sulle donne “non è perdita temporanea della ragione, ma un tentativo di riaffermare l’ordine in cui l’uomo è padrone e che non può essere disconosciuto; quando Pamela voleva andarsene, lui ha riaffermato la sua ‘signoria e ha liquidato la nostra ragazza” ha detto il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio. Nell’udienza conclusiva il procuratore e il pm Stefania Ciccioli hanno ribadito la tesi accusatoria: le coltellate al fegato alla giovane vennero sferrate quando era ancora viva dopo un rapporto sessuale in cui l’imputato avrebbe abusato dello stato d’inferiorità della 18enne stordita dall’assunzione di eroina: Pamela avrebbe tentato di andarsene dalla mansarda di via Spalato 124 e avrebbe graffiato Oseghale prima di essere percossa e accoltellata a morte con uno choc emorragico dovuto alle ferite al fegato. Oseghale, ha detto Giorgio, l’ha “strumentalizzata come un giocattolo”.
L’avvocato Simone Matraxia ha ancora sostenuto che l’imputato non uccise né stupro la 18enne; in particolare si è soffermato sull’assenza di certezze medico legali sulla vitalità delle coltellate su Pamela, riproponendo i dubbi sollevati dal proprio consulente sulle conclusioni dell’esperto incaricato dall’accusa, il prof. Mariano Cingolani.
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