La terra dell’ignoto
Dopo il triplice fischio di Ferrara con la conseguente amarezza (ammetto: dopo il gol di Traorè a San Siro ci avevo creduto eccome), nel mondo Milan è iniziato il repulisti e sta per iniziare il viaggio nella terra dell’ignoto sotto la bandiera Elliot/ Gazidis.
L’auspicio è che l’assonanza tra il nome del fondo che attualmente possiede e gestisce il Milan e quello del grande T.S. Eliot non suggerisca anche una assonanza tra la nostra futura situazione e la famosa ‘Waste Land’ che ha consegnato all’immortalità il poeta britannico.
Gli annunci e le notizie si rincorrono quindi mi scuserete se tra quando scrivo queste umili righe e la loro pubblicazione saranno accadute altre mille cose o ci saranno state mille altre interviste stile quella di Gazidis sulla Gazzetta dello Sport.
Intanto Gattuso è stato salutato/ ha salutato, da signore e milanista vero quale è, è sempre stato e sempre sarà. Leonardo ha salutato/ è stato salutato da Leonardo vero quale è, è sempre stato e sempre sarà.
Maldini è in bilico e, stando alle dichiarazioni di Gazidis, la proprietà vorrebbe che rimanesse in organico per fungere da sostituto del brasiliano e da rappresentante di milanismo all’interno di uno staff e di un ambiente che si prefigura rinnovato e slegato dalle logiche trite e ritrite degli ultimi 35 anni o giù di lì.
Per il duo B&G avevamo ormai il decoder (cit. Larry), coi ridicoli cinesi ci siamo concentrati sulla liberazione dalla tirannia ma dopo non molto abbiamo mangiato la foglia della truffona in atto. Con questi yankee, dopo i i primi 9-10 mesi di ambientamento e completata la prima stagione sportiva, ammetto di essere in difficoltà nel fare pronostici o dare interpretazioni. Il mio stato d’animo attuale è un misto di preoccupazione, confusione, curiosità, interesse, smarrimento e flebile speranza. Tutti questi stati d’animo sono presi, versati in uno shaker e sballottati con forza in un mix letale. Da una parte spero e auspico che il nuovo stile manageriale porti un po’ di ordine e di moderna organizzazione all’interno di un ambiente stantio e infettato dai germi del berluscongallianesimo. Dall’altra però il mio mr Hyde mi suggerisce che un fondo di investimento come Elliot abbia solo l’interesse a creare una grossa macchina (bardata da una bandiera importante come quella rossonera) volta a mettere a posto i conti con la compravendita di calciatori.
Da una parete spero che venga fatta una scelta coraggiosa e ‘rivoluzionaria’ sia sul DS sia sull’allenatore. Dall’altra temo di ritrovarmi con la coppia Osti – Giampaolo che sarebbe vero bromuro per il mio entusiasmo di tifoso.
La situazione in cui ci troviamo, in un lungo tortuoso e doloroso percorso per uscire da un deserto di cui non vediamo la fine, forse suggerisce di mettersi come il cinese saggio sulla riva del fiume non per vedere passare il cadavere di qualche nemico, ma per assistere con interesse agli sviluppi di una situazione di cui non riesco a intravedere i possibili sviluppi.
La buona notizia è che, avvicinandosi ad ampie falcate il mese di giugno, non dovremmo attendere molto per vedere svelati i piano quantomeno per guida tecnica in panchina e guida manageriale sportiva dietro la scrivania. Ricordiamo che, come se non bastasse l’ingarbugliato fronte interno, abbiamo anche una simpaticissima questione aperta con l’Uefa e quindi l’occhio di bue di teatrale memoria si sposterà anche sul palcoscenico di Nyon o di qualche altra sede del governo calcistico europeo. A questo proposito mi darebbe molto ma molto ma molto fastidio se si rinunciasse all’Europa League senza combattere ma barattandola in cambio di qualche favore nella valutazione della nostra posizione. Un po’ perché credo che se ritieni di avere ragione, lo pensi a prescindere dalla competizione cui saresti iscritto. Un po’ perché sono un fan scatenato dell’Europa League. Un po’ perché credo che questa squadra, a maggior ragione se dovesse essere ulteriormente ringiovanita, abbia bisogno di maturare esperienza su un qualsivoglia palcoscenico europeo. Palcoscenico che però ovviamente va calcato con ben altro piglio e impegno rispetto all’ultima disastrosa campagna culminata con la nottataccia ateniese.
Un solo avviso ai naviganti (e anche a me stesso che ogni tanto mi faccio prendere dall’ingenuità e me ne dimentico): la nostra attuale proprietà, per la sua stessa natura, lavora in ottica di risanamento e valorizzazione del proprio investimento nella prospettiva di trovare un compratore. Non scordiamocelo mai, nel bene e nel male.
Insomma non resta che rimanere in attesa degli sviluppi, ovviamente continuando ad aderire alla festa di Milan Night in programma tra meno di un mese SABATO 6 LUGLIO. Non siate timidi e scrivete a raduno.milannight@gmail.com
FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO
Raoul Duke