Sassoli difende a spada tratta il comunismo. Regimenti: «Deve solo vergognarsi»
Hanno suscitato sconcerto le affermazioni di David Sassoli a Marzabotto. Come annunciato alla vigilia delle celebrazioni per il 75esimo anniversario dell’eccidio, il presidente del Parlamento europeo ha contestato durante la cerimonia la recente risoluzione di Strasburgo che equipara nazismo e comunismo. «Equiparazioni improprie minano la nostra identità», ha detto l’esponente Pd, sconfessando platealmente l’istituzione che preside. Non solo, Sassoli ha parlato di «revisionismi superficiali o interessati a giustificare quello che non può essere giustificato», che a suo avviso «provocano la perdita della nostra identità e non rendono giustizia» a partigiani e comunisti.
Regimenti: «Sassoli non è all’altezza del ruolo»
«Sassoli offende la dignità dei popoli che l’Ue rappresenta. E distorce la storia», ha commentato l’eurodeputata della Lega, Luisa Regimenti. «Rinnegando il voto dell’Aula, calpesta l’istituzione che presiede», ha aggiunto. «Una vergogna inaccettabile. Le vittime della tirannia sono tutte uguali e meritano lo stesso rispetto. Altro che revisionismo superficiale o identità minate, Sassoli non è all’altezza del ruolo che ricopre. E da lui ci aspettiamo le dovute scuse a chi ha sofferto per la violenza e i soprusi. Che – ha concluso Regimenti – non hanno certo colore o simbolo di partito».
Fidanza: «Megafono della peggiore sinistra»
Protesta anche l’europarlamentare di FdI, Carlo Fidanza. «È grave» che Sassoli «abbia deciso di farsi megafono della peggiore sinistra». «Invece di andare in passerella a Marzabotto, vada a Basovizza. Vada nel triangolo rosso, a Porzus, nella foresta di Katyn. Vada in piazza San Venceslao a Praga, in quel che resta dei gulag staliniani o in quelli ancora attivi della Corea del Nord», ha esortato. Ricordando poi «lo scandaloso invito» a Carola Rackete, l’esponente di FdI ha chiesto se «il prossimo passo sarà invitare gli eredi dei partigiani comunisti che aiutavano i titini ad infoibare gli italiani o a compiere gli spietati eccidi del triangolo rosso». «Vada ovunque il comunismo partigiano e concentrazionario ha recato lutti e sofferenze. E si scusi – ha esortato Fidanza – con chi le ha patite».
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