Tangenti Lombardia, Caianiello ai pm: “C’era un accordo tra me e il deputato Sozzani”. Bilardo: “Nella Lega suddivisione di incarichi”
“Nella Lega non c’è una persona che prende soldi direttamente, ma c’è una suddivisione degli incarichi, ad esempio quando Mascetti prende un incarico poi fa lavorare altri professionisti”. A sostenerlo Alberto Bilardo, ex segretario di Forza Italia a Gallarate , in provincia di Varese, e uno degli uomini più vicini a Nino Caianiello, il presunto burattinaio nella maxi indagine della Dda di Milano su un sistema di tangenti e nomine pilotate. Il Mascetti citato da Bilardo è Andrea Mascetti, avvocato varesino e consigliere di amministrazione indipendente nel board di Banca Intesa Russia. Arrestato e interrogato il 10 giugno scorso, il verbale di Bilardo è tra le migliaia di pagine di atti depositati dopo la chiusura dell’inchiesta per 71 indagati. Secondo Bilardo, Mascetti “è una persona di fiducia dell’onorevole Giorgettied è sponsorizzato da quest’ultimo”. Caianiello, ha spiegato Bilardo, “mi aveva detto del ruolo importante che Mascetti ricopriva nella provincia di Varese in quanto deteneva le leve economiche. Mascetti ha preso molti incarichi dal comune di Gallarate”.
“Nella Lega c’è suddivisione di incarichi” – In relazione agli incarichi in Accam, una società partecipata di Varese, “faccio presente – ha messo a verbale Bilardo – che vi era la necessità di nominare il il presidente dell’Odv (organismo di vigilanza, ndr), nomina che spettava alla Lega che nominò il predetto Mascetti per tale incarico. Per gli altri due posti di componenti dell’Odv – ha aggiunto – gli stessi spettavano a Forza Italia“. E ancora: “Verso la fine del 2017, Caianiello mi disse, a tal riguardo, che ‘bisognava fare il Natale, frase con la quale voleva dire che bisognava contattare i professionisti per recuperare del contante”, ossia le cosiddette “retrocessioni” da parte di coloro che avevano ottenuto gli incarichi. Bilardo ha raccontato ancora che “per la nomina di un legale presso il Comune di Gallarate”, in sostituzione di un altro avvocato, “c’era da fare i conti con la Lega” e “venne fatta una riunione verso la fine del 2016” e il Carroccio propose “l’Avv. Mascetti”. Il nome di Mascetti è stato citato più volte anche nel cosiddetto Russiagate. Durante la famosa conversazione all’hotel Metropol, uno degli italiani cita Banca Intesa e spiega ai russi che la Lega aveva “un uomo lì dentro chiamato Mascetti”. “Dopo questo incontro dobbiamo parlare con il tizio che inizia con Ma e finisce con etti in modo che si incontrino dopo che i fondamentali sono chiusi“.
Caianiello: “C’era un accordo con Sozzani” – Agli atti dell’inchiesta sono strati depositati alcuni verbali dello stesso Caianiello, che ha tirato in ballo il deputato di Forza Italia Diego Sozzani, . Sugli “incarichi che otteneva la Green Line”, cioè lo studio tecnico da Sozzani, da una società partecipata di Varese “c’era un accordo direttamente” col parlamentare “per il riconoscimento nei miei confronti di una quota del corrispettivo”, una “retrocessione”, ha detto Caianiello. Per Sozzani, anche indagato per corruzione, la Camera ha detto no agli arresti domiciliari per finanziamento illecito nel settembre scorso. In un verbale del 24 settembre scorso davanti al pm Luigi Furno – uno dei tanti interrogatori che Caianiello, arrestato nel maxi blitz del 7 maggio scorso, sta rendendo in queste settimane collaborando con gli inquirenti – l’ex ‘ras’ di Forza Italia nel Varesotto ha raccontato in dettaglio il sistema delle cosiddette “retrocessioni“. Verbali in gran parte ancora omissati e depositati nella tranche di inchiesta chiusa nei giorni scorsi a carico di 71 persone, tra cui lo stesso Sozzani per finanziamento illecito (in uno stralcio ancora aperto è accusato anche di corruzione) e l’altro politico berlusconiano Pietro Tatarella.
“Indicai a Borsani la società di Sozzani” – Alla presenza “anche di Tolbar (Mauro, ndr)”, presunto collettore di tangenti e in stretti rapporti con Sozzani, ha messo a verbale Caianiello, “spiegai a Borsani”, all’epoca dirigente della società pubblica Alfa di Varese, “la necessità di affidare degli incarichi sottosoglia a dei professionisti esterni alla provincia di Varese”. Tra “questi professionisti”, ha aggiunto, “indicai a Borsani lo stesso Sozzani e la sua Green Line” e “c’era un accordo direttamente con Sozzani” per le “retrocessioni” che avrebbe dovuto versare proprio a Caianiello sugli incarichi ottenuti anche da “società a lui riconducibili”. In più, sempre il presunto “grande manovratore” del sistema illecito ha parlato, tra tante altre cose, della società New Lisi venuta a galla in una delle molte vicende corruttive emerse dall’indagine e, in particolare, in relazione ad un appalto nel Varesotto. “La New Lisi – ha ricostruito – è una società che è stata individuata da Tolbar e Sozzani sulla base del mandato che io avevo conferito loro”. Tolbar gli avrebbe detto che quella società “era interessata all’operazione che volevamo mettere in piedi e che sarebbe stata inoltre disponibile a retrocedere delle somme per l’ottenimento dell’affidamento”. La New Lisi, ha concluso Caianiello, “voleva tra virgolette toccare il santo, intendendo per tale il sottoscritto”.
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