«Amici Speciali»: vince Irama (nel segno di George Floyd). Secondo Michele Bravi
La vittoria è simbolica, ma non per questo porta con sé un’emozione atrofizzata, opaca, invisibile. Sarà per la presentazione di Mediterranea, il suo nuovo singolo estivo, o, soprattutto, per il monologo finale incentrato sull’omicidio di George Floyd e sull’importanza dell’integrazione, ma a portarsi a casa il trofeo di Amici Speciali è Irama che, con il 52% dei voti, conquista il pubblico che lo vota e gli restituisce la vittoria a due anni dalla sua prima volta ad Amici. Il ragazzo, che torna sul palco su invito di Maria De Filippi, graffia, emoziona e conquista lo spettatore per quei capelli scarmigliati e per quell’abnegazione del professionista libero dalla smania di vincere, pronto a imbarcarsi, per una buona causa, in una delle poche avventure televisive inaugurate dopo il Covid-19.
https://twitter.com/AmiciUfficiale/status/1269041141837676555Nonostante Amici Speciali sia stato concepito più come un varietà che come un talent vero e proprio – un concetto sul quale il team si è adoperato fin dal principio chiarendo che l’intento era quello di unire le forze degli ex allievi per raccogliere fondi a sostegno della battaglia contro il coronavirus, lodato dallo stesso Giuseppe Conte in una nota stampa letta in diretta dalla De Filippi – le emozioni guizzano con una forza tutta loro. L’assenza di pressioni e della mobilitazione delle tifoserie in studio rende, infatti, il clima più rilassato e complice, con i ragazzi che si sostengono tra loro in una gara che non raggiunge mai la malizia malcelata e che, di manche in manche, non assume mai i contorni della sfida imperitura. Il momento più emozionante è, senza dubbio, proprio il monologo di Irama che, un attimo prima del disvelamento delle «carte», sceglie di sostituire la ruvidezza delle parole alla musica: «Chi decide chi deve respirare? Tu che respiri a fare? Perché rubi il respiro a un altro uomo? Non basta respirare per essere uomini. Io non sono come te, io non sono un vigliacco. Io non gli schiaccio la testa sull’asfalto come fosse, come dite, un negro. Mentre lui ha usato il suo ultimo respiro per dire ‘Mamma’. Io non sono un nero come lui, ma respiro come lui e adesso piango come lui, adesso sono come lui» recita il cantante mentre la giuria si alza in piedi dedicandogli una lunga standing ovation.
Nella classifica, simbolica anche quella, che chiude le quattro puntate speciali del programma di Canale 5, troviamo, nell’ordine, anche Michele Bravi, forte del secondo posto, Alessio Gaudino e Umberto Gaudino: tutti sostenuti dai compagni che, prima per l’uno e poi per l’altro, si esibiscono per portare voti – o meglio, tamponi – dalla loro parte, in un incastro che, specie grazie alla sapiente mano degli autori, trova sempre di più nello show puro la formula più congeniale per imbastire le fondamenta della tv che verrà, ancora disorientata dal Covid e concentrata a ripartire da tutt’altri presupposti. La finale, in modo particolare, spicca, oltre che per i quadri di Giuliano Peparini e le performance dei ragazzi – come Gaia che propone una delicatissima versione di Moon River -, per i momenti più freschi e genuini: dall’annuncio che Stash diventerà papà a Maria che sale a bordo di un monopattino sui suoi tacchi a spillo trascinando Sabrina Ferilli dietro il carretto. L’esperimento, che come ha raccontato Maria a VanityFair.it doveva partire da altre premesse, può dirsi più che riuscito: lo show fornisce, infatti, alla Protezione Civile un materiale del valore di 400mila euro.