Conte è inaffidabile e sleale, non può avere alcun credito dall’opposizione
Conte finge di non capire che è considerato inaffidabile. Scatena i suoi plauditores grillini contro Giorgia Meloni e Matteo Salvini ma non convince più nessuno. E sbaglia Silvio Berlusconi a dare l’idea di voler lanciare un ponte al governo.
Perché a Palazzo Chigi c’è un esecutivo che odia quello che considera il nemico. E del leader di Forza Italia si servirà fino a quando gli sarà utile. Poi lo butterà a mare alla prima occasione buona.
Conte ormai è inaffidabile
E’ facile capire le mosse della Banda Casalino. Ora il loro bersaglio preferito è Giorgia Meloni, perché sono terrorizzati dal sorpasso nei sondaggi. Sulla rete impazzano i post contro la leader di Fdi, tutti simili tra loro, a dimostrazione che c’è una regia della comunicazione.
Poco male. Anzi, tanto male per l’Italia a cui costoro non pensano affatto. Ma per la Meloni questi attacchi sono medaglie. E non intende cascare nella trappola del dialogo con chi ha già dimostrato più volte di essere un mentitore seriale. Giuseppe Conte deve conoscere la carestia dal potere, sennò l’inaffidabile non si riprende più.
Per carità, nessuno scambi le risposte dure (che il premier si becca perché le merita tutte) con una posizione paraestremista, perché è ben chiara – più all’opposizione che alla maggioranza – la condizione in cui versa l’Italia. Soprattutto dal punto di vista economico e sociale.
Ma quale rilancio possiamo attenderci da un decreto che più leggiamo e più ne restiamo inorriditi… Hanno pensato ad imbottirsi di poltrone mentre la gente muore di fame. Ci sono svariati milioni di euro di consulenze mentre la cassa integrazione tarda ancora ad arrivare. Fioccano i bonus clientelari ma non c’è uno straccio di intervento che imponga alle banche di fare il loro dovere.
Lo streaming proposto da Giorgia Meloni
Non è vero? L’unica maniera per dimostrare buona fede da parte del governo è rispolverare una vecchia bandiera dei Cinquestelle. Cominciarono così la loro avventura politica, con la pretesa delle dirette streaming. La Meloni le propone per gli incontri tra maggioranza e opposizione. Sì sì no no, tutto in diretta, la Nazione sappia.
Ovviamente Conte, a cui piace da matti governare col favore delle tenebre, non ci pensa nemmeno. Perché la trasparenza lui non sa dov’è di casa. E allora non si può pretendere disponibilità ulteriore da una opposizione che ha consentito al governo di avere disponibili una marea di miliardi con il voto sullo scostamento di bilancio ma poi si vede negato il diritto a decidere insieme che fine far fare a quei quattrini. Sleali, ecco che cosa sono quelli di Palazzo Chigi.
I risultati li vedono tutti ormai, e ha buon gioco la Meloni a infierire sui bonus monopattino e sulle ipotesi plexiglass nelle aule scolastiche. Sembra di vivere in un mondo molto fantasioso.
Conte non può pretendere più nulla, dopo essersi comportato esattamente al contrario di come dovrebbe fare uno statista. La stessa invocazione del Capo dello Stato all’unità nazionale sprofonda nel baratro aperto dal premier. Molto meglio contare i giorni che mancano alle regionali e al referendum sul taglio dei parlamentari accoppiando alla stessa data il rinnovo del Parlamento.
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