Bambini al parco, marcia indietro della Cisl dopo la valanga di critiche
PRATO. Marcia indietro della Cisl sul caso della maestra Francesca Sivieri, l'insegnante della scuola materna Meucci di Prato che dal 25 aprile, d'accordo coi genitori, porta i suoi alunni nei parchi pubblici per leggere le sue storie. Nei giorni scorsi il segretario della Cisl Scuola di Firenze e Prato, Claudio Gaudio, aveva criticato l'iniziativa sostenendo che così faceva passare per "vagabonde" le sue colleghe. Una presa di posizione che gli aveva attirato critiche da più parti, compresa una lettera di sostegno alla maestra firmata da 108 genitori. Ora la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, fa dietrofront e in una nota elogia pubblicamente l'iniziativa della maestra Sivieri, parlando di frasi sbagliate o fraintese (quelle di Gaudio).
"Sono tanti gli insegnanti che vivono con generosità, passione e dedizione il proprio lavoro - scrive Maddalena Gissi - La maestra Francesca Sivieri sicuramente è tra questi e ne ha dato una bella testimonianza che merita soltanto ammirazione e gratitudine. Non sono tempi facili questi, nei quali si fa fatica a stabilire dove sia il confine tra generosità e imprudenza, e quanto la cautela possa trasformarsi in alibi per pigrizia o peggio ancora. Ma una maestra che vuole incontrare i suoi alunni è l'immagine più bella che una scuola possa dare di sé".
"Non merita invece Francesca Sivieri, e sono certa che neanche lei lo gradisce, di vedere il suo gesto utilizzato in modo pretestuoso per mettere in cattiva luce la categoria di cui fa parte. Una categoria che se non fosse animata da passione per il proprio lavoro faticherebbe senz'altro a trovare altre motivazioni e gratificazioni. Così come non merita un sindacato come la Cisl, per qualche frase sbagliata o fraintesa di un suo dirigente, di essere dipinto per quello che non è mai stato e che non è", prosegue Gissi. "Abbiamo sostenuto, in questi mesi difficili, l'impegno di chi ha permesso alla nostra scuola di essere viva e presente anche se le sue porte erano chiuse. Non abbiamo dato alcuna copertura a chi pensasse di sottrarsi a questo impegno. Ci battiamo oggi perché si possa tornare al più presto a fare scuola in presenza: che ci avvenga nella massima sicurezza non è un interesse del personale scolastico, ma dell'intera collettività. Vogliamo ridare al Paese la scuola di cui ha bisogno. Chiediamo che il Paese faccia altrettanto con la sua scuola", conclude Gissi.