Moschea, il sindaco incontrerà presto Khalil e rispunta l’idea del referendum
PISA. «Incontrerò Mohammad Khalil nei prossimi giorni», annuncia il sindaco Michele Conti. Si apre la porta del dialogo, almeno così sembrerebbe, in una vicenda in cui le parti metteranno sul tavolo le rispettive carte. L’associazione islamica pisana ha dalla sua anzitutto la sentenza del Tar che annulla la variante e dunque la previsione di parcheggi ed aree verdi laddove dovrebbe sorgere la moschea.
Un’area in via Chiarugi, all’angolo di via del Brennero, che la comunità islamica ha acquistato da anni e sulla quale ha chiesto il permesso a costruire. «Le sentenze si rispettano e quindi la costruzione della moschea resta prevista in quella zona», dice il sindaco ricordando però «che l’iter non è ancora compiuto, che nell’area insistono vincoli paesaggistici ed archeologici e che devono essere rispettate le prescrizioni indicate dalla Sovrintendenza». In pratica, partita ancora aperta. Il faccia a faccia con Khalil cosa può cambiare? «Ascolterò la sua posizione e le sue esigenze. Soluzioni alternative? Dovranno essere loro eventualmente ad indicarle. Vedremo se ci sarà la possibilità di punti di incontro».
Intanto, il consigliere comunale Manuel Laurora, ex Lega, ora nel Gruppo Mista, rilancia l’idea del referendum sulla moschea. Il primo tentativo, bocciato dai garanti comunali, lo aveva visto protagonista in prima fila come referente del comitato “Il popolo decide”. «Perché la giunta, coerentemente con il proprio programma di mandato “sottoscritto” dalla maggioranza dei cittadini elettori, non può esprimere la convinzione che l’area in questione sia, per fondati motivi, inadatta ad ospitare un luogo di culto?
Tale orientamento, già manifestato durante la campagna elettorale ed ulteriormente rafforzato dagli studi effettuati dagli assessori competenti, è basato su un’analisi più approfondita del contesto e su una pianificazione territoriale diversa e più lungimirante», dice Laurora, che aggiunge: «Di conseguenza ci sembra opportuno e persino doveroso che il Comune, preso atto della sentenza del Tar, continui a difendere il proprio operato e le proprie ragioni in sede giudiziaria, ricorrendo presso il Consiglio di Stato, dove potrà dimostrare la solidità e la validità delle motivazioni tecniche che hanno portato all’approvazione della variante».
Da qui il consigliere comunale riparte per riproporre l’idea del referendum: «A questo punto si torna a ciò che il nostro comitato “Il popolo decide” ha già sostenuto varie volte. Il modo migliore per coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano il destino della città è il referendum consultivo, ovvero quel prezioso strumento partecipativo che la precedente amministrazione ha, di fatto, negato per ben due volte. E per favore - conclude Laurora - non si faccia più appello in modo strumentale e retorico alla libertà di culto, visto che a Pisa chiunque è libero di pregare ed esistono già da tempo vari luoghi di culto e centri culturali islamici». Ieri Laurora ha denunciato un atto vandalico ai suoi danni, ovvero l’imbrattamento con vernice gialla della porta della sua abitazione.