Pieno e sigarette in ripresa: così Gorizia vuole la zona franca
GORIZIA I benzinai, in alcuni casi, hanno quadruplicato gli affari. Mentre i tabaccai li hanno (almeno) raddoppiati. La chiusura unilaterale delle frontiere ha portato sollievo all’economia di Gorizia in due settori pesantemente colpiti dalla fiscalità di svantaggio.
E, oggi, torna prepotentemente alla ribalta la richiesta di una nuova Zona franca. A toccare nuovamente questo tasto è il sindaco Rodolfo Ziberna che, in videoconferenza, ha affrontato l’argomento con il deputato Guido Pettarin (Fi) e i consiglieri regionali leghisti e forzisti Diego Bernardis, Giuseppe Nicoli e Antonio Calligaris.
«Da tutti loro, ancora prima del Covid-19, mi erano arrivate richieste d’incontro per parlare delle strategie di sviluppo del territorio – riferisce – ma poi siamo stati travolti da questo tsunami sanitario e abbiamo rinviato il confronto. Appena è stato possibile ho organizzato la riunione, utile e costruttiva, in cui è emerso che tutti stiamo andando verso la stessa direzione, ovvero creare uno strumento che consenta agli operatori della fascia confinaria del Friuli Venezia Giulia, a partire da Gorizia, di tornare ad essere competitivi con le attività slovene che, a causa di una diversa fiscalità e di un minore costo del lavoro, possono praticare prezzi più bassi.
Ciò che sta accadendo in questi mesi lo conferma in pieno, con la netta ripresa di vendite di alcuni prodotti, in primis sigarette e carburanti che sicuramente cesserà nel momento stesso in cui riapriranno i confini. Insomma, è venuto il momento di essere onesti intellettualmente e di dire con chiarezza che l’eliminazione della Zona franca è stata devastante per l’economia goriziana. Qui non siamo in presenza di libera concorrenza perché c’è una tale diversità in campo fiscale, senza parlare del costo del lavoro, che impedisce agli operatori di essere realmente competitivi. E non solo per ciò che riguarda sigarette e benzina. Va anche evidenziato che non ci perdono solo i nostri operatori ma tutte le casse pubbliche perché, a fine anno, con questa mole di mancati acquisti, le casse pubbliche perdono decine di milioni di euro».
Ziberna rivela che ci sono più iniziative sul tappeto, «a partire dalla Zese, su cui sto lavorando insieme alla Camera di commercio Venezia Giulia mentre l’onorevole Pettarin sta predisponendo una proposta sull’attivazione della Zes a livello nazionale. In Regione, il consigliere Bernardis sta lavorando sulla Zona franca d’emergenza insieme ai colleghi Calligaris e Nicoli».
La strategia, insomma, è di percorrere tutte le strade possibili per arrivare a un risultato concreto e condiviso. «Durante l’incontro – aggiunge il sindaco di Gorizia – è stato anche deciso di attivare un tavolo: cosa che farò al più presto, in cui possano essere presenti tutti i livelli istituzionali ma anche le categorie economiche e i sindacati per fare il punto della situazione e procedere uniti. E, su quest’ultimo punto, invito davvero tutte le forze politiche a sotterrare le asce di guerra e a confrontarsi sulle proposte per affinché Gorizia possa finalmente dare un’immagine di unità su una questione di fondamentale importanza per il suo futuro».
Conclude Ziberna: «Penso che l’obiettivo sia molto più importante delle bandierine e dobbiamo concentrare le energie di tutti sulla battaglia per Gorizia e non sprecarle in piccole lotte politiche che non avvantaggerebbero nessuno ma avrebbero come risultato la penalizzazione solo della nostra città». –
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