Riti di sangue e abusi: in un negozio di magia il "Vampiro" stava costruendo un altro gruppo di adepti
PRATO. Aveva gli investigatori della squadra mobile alle costole, ma non se ne dava una gran pena Matteo Valdambrini, lo studente universitario di 23 anni di Montemurlo arrestato mercoledì con le accuse di violenza sessuale, riduzione in schiavitù e pornografia minorile. Il “diavolo”, come si faceva chiamare dai suoi accoliti, stava ricostituendo un secondo gruppo di adepti con le stesse modalità del primo: faceva credere di avere poteri soprannaturali per ottenere una cieca obbedienza. Adepti che non esitano a chiedergli di eliminare la mamma o la cognata, a seconda dei casi. Lo si ricava dall’ordinanza di custodia firmata dal gip Federico Zampaoli, in particolare dalle esigenze cautelari che hanno convinto il giudice che non c’era più un minuto da perdere.
Siamo al 28 gennaio, pochi giorni prima della perquisizione a cui verrà sottoposto, e Valdambrini prende contatti con la titolare di un negozio di Pistoia specializzato in esoterismo e corsi di magia. Di lì a pochi giorni, il 1° febbraio, organizza un incontro nel negozio a cui partecipano una decina di persone, tra cui una mamma coi due figli minorenni e una coppia di Arezzo. È l’embrione del nuovo gruppo di fedeli. La titolare del negozio, sentita il 20 febbraio della polizia, ha confessato candidamente di aver creduto ai poteri di Matteo, cioè credeva davvero che fosse un vampiro. Ancora di più ci credevano gli altri, al punto da chiedergli l’eliminazione fisica dei parenti.
Una coppia, stando alle carte del procedimento, lo scongiura di far sparire la mamma di lei (lui in precedenza si era vantato di aver provocato il grave incidente stradale in cui rimase ferita la nonna). Lui si procura una bambola priva di una gamba (che verrà poi sequestrata dalla polizia) e fa un rito vudù nella sua Lancia Y. Un’altra adepta gli commissiona l’eliminazione della cognata. Uno dei due minori presenti all’incontro nel negozio di Pistoia gli racconta che la sorella quindicenne ha preso un coltello e ha tentato di colpire la madre. Dopo averlo ascoltato, Valdambrini non si scompone: spiega che la ragazza sarebbe stata posseduta da un’entità di cui lui si sarebbe presto occupato, l’avrebbe eliminata al successivo incontro nel negozio, insieme alla zia della ragazza.
Insomma, un delirio. Tutti elementi che fanno pensare quanto potesse essere pericoloso il meccanismo messo in piedi dal sedicente vampiro. Non solo per lui, che probabilmente era il più lucido della banda, ma per le persone che gli ruotavano intorno, bombe a orologeria, facilmente suggestionabili.