Al parco Ca’ Rossa di Porto, scritta con insulti razzisti
PORTO. Sarebbe facile, come spesso capita, ridurre il tutto ad una bravata, ad un atto di cattivo gusto, quasi a voler depotenziare la valenza di un gesto razzista e ingiustificabile. La scritta apparsa ieri nel parco di Ca’ Rossa, a Porto Mantovano, invece, va condannata per ciò che è: un’espressione di odio che deve far riflettere tutti. Qualcuno con una bomboletta bianca ha sporcato l'asfalto con queste parole: “Negro muori sporco ciabattino”. Gli insulti sono preceduti da un nome proprio che abbiamo deciso di non rendere pubblico. Poche ore dopo la sua comparsa, l’obbrobrio è stato cancellato dagli operai del Comune.
«Una vicenda odiosa - commenta il sindaco Massimo Salvarani - Abbiamo saputo della scritta da una cittadina che l’ha postata su un gruppo Facebook (Porto la notizia, ndr). Non sappiamo chi sia l’autore e perché abbia voluto seminare odio in un’area pubblica. Purtroppo però - sospira il primo cittadino - non mi stupisco più di niente».
Al sindaco non risultano episodi che possano essere collegati alla vergogna di Ca’ Rossa: è impossibile dire chi sia il destinatario del messaggio di morte del razzista del parco e di conseguenza chi potrebbe avercela con lui. Sempre che non si tratti di una serie di insulti generici e senza un obiettivo preciso. Chissà. Mai mettere limite alla cattiveria e all’ignoranza .
Il razzismo, inconcepibile sempre, in questi giorni di rivolte degli afroamericani negli Stati Uniti è un tema quanto mai di attualità in tutto il mondo. Ca’ Rossa non è certo Minneapolis ma il virus dell’odio, purtroppo, non conosce barriere geografiche.
La foto della scritta ha scatenato un acceso dibattito sul gruppo Facebook Porto la notizia e dopo decine di commenti e la richiesta di cancellare il post da parte di molti utenti, è stata rimossa.
A dir la verità non erano poche nemmeno le persone che chiedevano di non censurare il post: secondo loro sarebbe stato giusto lasciare la testimonianza d’odio in modo che, attraverso le condivisioni, la foto potesse smuovere le coscienze non soltanto dei cittadini di Porto Mantovano.
Ad ogni modo lo scatto della vergogna è sparito dal web poche ore dopo la sua pubblicazione, così come la scritta vera e propria dall’asfalto, cancellata dal Comune.