Dopo sette anni tutti giocati in Eccellenza la Folgore Rubiera sparisce dal calcio
Nicolò Rinaldi / RUBIERA
Questa volta non è un pettegolezzo, ma una notizia che ha tutti i crismi dell'ufficialità: la Folgore Rubiera San Fao non parteciperà alla prossima stagione agonistica, perché il Consiglio direttivo ha deciso di chiudere i battenti in maniera definitiva.
La formazione biancorossoblù ha terminato il campionato di Eccellenza 2019/20 al penultimo posto, e quindi stava attendendo i provvedimenti della Federazione in merito all'attribuzione dei verdetti stagionali: tuttavia, adesso il dissolvimento della società mette la parola fine a ogni possibile scenario sull'avvenire della Folgore.
LE MOTIVAZIONI
A illustrare nel dettaglio le ragioni di questa scelta così drastica è il ds Fabrizio Tagliavini: «Per fare calcio dilettantistico a un certo livello bisogna avere una serie di caratteristiche ben precise, che purtroppo in questo momento ci mancano quasi totalmente - spiega il direttore sportivo della Folgore - Innanzitutto, è necessario disporre di un impianto per allenamenti e gare dove ci si senta a casa e benvoluti: inoltre serve un gruppo importante di volontari e di dirigenti con una buona organizzazione, senza ovviamente dimenticare la disponibilità di risorse economiche adeguate a categoria e obiettivi».
Le voci di una possibile chiusura si erano susseguite anche un anno fa, sempre di questi tempi: "Tuttavia in quell'occasione noi eravamo ancora animati dall’entusiasmo, dote che ci aveva permesso di risolvere tutti i problemi relativi al proseguimento dell'attività - rimarca Tagliavini - Ora però ci è venuta a mancare la necessaria passione, e dunque il compito di andare avanti diventa davvero impossibile: di conseguenza, durante la riunione di giovedì sera, non abbiamo potuto fare altro che calare il sipario sul lavoro che abbiamo sviluppato negli ultimi 7 anni».
DOPO LA FOLGORE
L'uscita di scena della Folgore Rubiera San Fao lascia libera una casella negli organici dell'annata 2020/21: a breve, saranno i vertici federali a decidere se il posto rimarrà vuoto in Eccellenza oppure in Promozione. «Comunque sia, si tratta di un aspetto che adesso ci interessa ben poco - spiega il ds - Con la scomparsa del club il titolo sportivo torna alla Figc, che poi lo riassegnerà nei tempi e nei modi che riterrà opportuni».
Come è noto, la Folgore non disponeva di un proprio settore giovanile: tuttavia la scorsa estate il sodalizio biancorossoblù aveva stretto un accordo tra società indipendenti con San Faustino e Bilbagno, un'intesa che riguardava proprio lo svolgimento delle attività dalla Juniores provinciale in giù.
«Avremmo voluto coinvolgere anche l'Unione Sportiva Rubierese, e i segnali lanciati in tal senso sono stati parecchi - sottolinea Fabrizio Tagliavini - ma il club biancorosso ha sempre deciso di non aderire, e ciò ha rappresentato un ulteriore problema per noi».
In ogni caso il San Faustino proseguirà la propria attività sia a livello giovanile sia nell'ambito della Terza Categoria, così come ribadito in questi giorni dalla presidente blugranata Barbara Serravalle. A questo punto, è lecito chiedersi se Fabrizio Tagliavini continuerà a occuparsi di calcio anche in futuro: stiamo infatti parlando di un dirigente davvero di lungo corso, sulla breccia da ormai parecchi decenni.
«Credo che sia arrivato il momento di prendermi quantomeno un po’ di pausa, e dunque rimarrò completamente fermo fino a settembre – annuncia il diretto interessato – Nella prossima stagione, di sicuro seguirò le varie partite come semplice spettatore: almeno per ora, sarà veramente molto difficile vedermi impegnato nelle fila di un’altra società».—
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