Padova, operatrice aggredita al triage anti-Covid
PADOVA. Singhiozza ancora quando, appena uscita dal Pronto soccorso con il referto in mano, si avvia verso il posto di polizia per denunciare l’aggressione subita all’ingresso del monoblocco, dove era stata assegnata per il triage anti-Covid: T.M. è spaventata e affranta, oltre che pesta. AD aggredirla, in un repentino scatto di brutalità, un senzatetto che la sera si intrufola nel monoblocco ospedaliero dove si allestisce un giaciglio di fortuna per trascorrere la notte. Cgil, Cisl e Uil annunciano una lettera al Prefetto: già in più occasioni avevano sollecitato l’Amministrazione di via Giustiniani, ad affiancare al personale sanitario addetto al triage esterno un vigilante. Spesso, infatti, le attese e le code, generano nervosismi e atteggiamenti tutt’altro che garbati da parte delle persone che mal sopportano la situazione.
Il racconto
«L’ultima immagine che ho è quella del mio collega che sgrana gli occhi, poi ricordo solo il dolore al ginocchio, le spinte, gli insulti e le minacce»: inizia così il racconto dell’operatrice aggredita ieri mattina intorno alle 9.30. «L’aggressore è un personaggio conosciuto qui in ospedale, è un senzatetto che dorme dentro la notte. Non so cosa gli sia preso, io non ho mai avuto a che fare con lui. Si è scagliato contro di me, arrivando da dietro. Il mio collega lo ha visto ma non è riuscito a fermarlo prima che mi colpisse. Mi ha sferrato un calcio sul ginocchio, poi mi ha spinto e mi ha coperta di pesanti insulti e minacce di morte». A quel punto l’operatore che era con la donna è riuscito a fra allontanare l’aggressore, sotto lo sguardo attonito delle persone che attendevano poco lontano il loro turno per entrare in ospedale. Appena sono riuscita, ho preso il mio telefono e ho contattato subito la centrale operativa chiedendo che venisse subito un vigilante che è arrivato poco dopo. Quel balordo però ormai si era allontanato».
La paura
La donna è spaventata: «Ho veramente paura, non è possibile essere esposti in questo modo alle aggressioni mentre si lavora» lamenta T. M., «e ormai succedono con sempre maggiore frequenza». E in effetti è solo di un paio di giorni fa la denuncia di un altro sbandato che passa la notte in ospedale che ha dato in escandescenze nel bar, dopo essere stato ripreso non rispettava le misure di sicurezza e prevenzione.
I sindacati
«Non una, ma ben due volte abbiamo scritto all’Amministrazione segnalando il rischio che corrono gli operatori assegnati ai triage esterni» sbottano Alessandra Stivali (Cgil), Achille Pagliaro (Cisl) e Luigi Spada (Uil), «e nessuno si è mosso. Le aggressioni si moltiplicano, non è accettabile che i lavoratori debbano vivere nel terrore. Lunedì scriveremo al Prefetto».