Caraci, 60 anni e un obiettivo: raggiungere le 1.000 vittorie
ZIBIDO SAN GIACOMO. L’obiettivo è mille vittorie: un record assoluto che nessun ciclista al mondo ha mai raggiunto e che per Placido Caraci, 60 anni, cicloamatore e presidente dell’Asd Zibido Datalong (sodalizio affiliato ad Acsi Pavia), rappresenta un prestigioso traguardo alla sua portata.
Placido Caraci, passista veloce che ama le fughe ristrette per mettere poi a segno i suo spunto da sprinter, ha al suo attivo, in 37 anni di attività ciclistica amatoriale, qualcosa che è già oggi un record mondiale: 958 vittorie ovvero una media stratosferica di 26 vittorie l’anno. Un ruolino di marcia da autentico “cannibale”.
«Nonostante questa stagione sia falcidiata dal contagio, conto di poter raccogliere nel 2021 la millesima vittoria. Quest’anno si comincerà probabilmente a correre a luglio; quindi la stagione ventura: mi mancano 42 successi per raggiungere quota-mille, un cifra mai realizzata al mondo da nessuno… Se salute e forma si mantengono tali, penso proprio di potercela fare».
Caraci è catanese di origine; a 14 anni arrivò al nord per trovare lavoro (è oggi agente di commercio nel settore dell’abbigliamento) portando con sé l’innata passione per la bici. Una carriera giovanile da allievo e da dilettante nella Azzini di Rozzano; poi il militare ed il ritorno in sella da amatore, esattamente 37 anni fa. Da li una sequenza continua di successi passando dalla categoria cadetti sino a quella attuale di supergentleman. Numeri e titoli da capogiro: una media di 26 vittorie a stagione con una punta di 48 vittorie ottenuta da veterano nel ’98; quindi un titolo mondiale e due europei quando era gentleman, otto tutoli lombardi e la vittoria a lui più cara: il Giro dell’Etna con l’arrivo trionfale proprio a Catania.
Oggi, tra i corridori più maturi non ha eguali: ogni corsa (o quasi) per supergentleman vede brillare il suo strapotere di atleta integro. «La mia è stata ed è ancora una vita in bici - aggiunge Caraci - che mi spinge non solo a dare il meglio nelle corse agonistiche ma anche a percorrere, in allenamenti e per diletto, annualmente oltre 15mila chilometri. Ora punto dritto ai mille successi», conferma con una punta di orgoglio.
«Un obiettivo che è diventato una scommessa con me stesso. Per raccogliere le mille vittorie personali devo solo contare sulla mia incrollabile passione e sulla buona salute. Dalla mia ho anche il sostegno della mia squadra e dei miei primi supporter che sono mia moglie Milena e le mie due figlie, Federica e Francesca… Con loro al mio fianco cercherò di entrare del Guinness dei primati».
Placido Caraci ha un solo rimpianto: «Non ho potuto proseguire la mia attività da dilettante perché ero troppo impegnato con il lavoro. Poi è arrivata questa avventura da cicloamatore che dura ancora e che mi ha portato a questi traguardi, inimmaginabile quando cominciai l’attività da cadetto».
Quindi un messaggio di autentica etica sportiva, rivolta soprattutto ai più giovani: «Voglio ribadire che nella mia carriera sono stato sottoposto, forse per la successione delle mie vittorie, ad oltre cinquanta controlli antidoping a sorpresa. Ho sempre dimostrato di saper vincere con la testa e le gambe, mai barando…nel pieno rispetto delle regole, degli avversari e dell’etica». —
PAOLO CALVi