Koudelka, monito bianco-nero sulle rovine del Mediterraneo
Fin dalla loro nascita all’inizio dell’Ottocento, la fotografia e l’archeologia hanno avuto un obiettivo comune, congelare il tempo: l’una catturando tempo e spazio in un’immagine, l’altra recuperando le tracce materiali del passato. Le foto di rovine classiche divennero presto moneta corrente nell’economia visiva della media borghesia emergente. A distanza di due secoli, la diffusione della fotografia a livello popolare ha causato un processo di estraniamento tra oggetto riprodotto e osservatore: i resti archeologici sono ridotti a icona trivializzata di un … Continua
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