Un torrelaghese da 14 anni delizia i palati russi con la vera pizza napoletana
Torre del lago. Qua Italia, là Russia, e per la precisione Yalta, 70mila abitanti circa e le spiagge del Mar Nero che attirano turisti: «Scusa, possiamo sentirci subito? Dopo ho un banchetto», risponde Giuseppe Peluso, il “re della pizza”, direttamente da Torre del Lago all’altro capo d’Europa. Yalta, ristoranti e locali aperti dalle 11 del mattino alle 23, banchetti da 70/80 persone a tavola, anche ai tempi del virus: «Teniamo tutti le mascherine e si lavora. È molto diverso da quello che sta accadendo in Italia», racconta Peluso. La cui famiglia gestisce la pizzeria “Da Beppone” a Torre del Lago.
Dalla frazione Peluso si è mosso nell’ormai lontano 2006: Mosca la prima destinazione, e poi Sydney, Iran, Azerbaijan, Kazakistan e di nuovo Mosca. Dove Peluso – oggi 40 anni compiuti a gennaio – ha aperto due attività dove propone pizza da asporto con l’etichetta “Pizzeria Vesuvio”. La prossima è destinata alla Crimea, mentre il pizzaiolo campano-torrelaghese prosegue nella sua attività di consulenza ovunque ci sia necessità di impastare farina e acqua per portare in tavola un cibo che è simbolo dell’Italia e in particolare del nostro Sud.
Sfida non semplice, a causa delle sanzioni derivanti dalla misure restrittive dell'Unione europea in risposta alla crisi in Ucraina. Niente parmigiano, zero mozzarella di bufala, tanti formaggi che in Russia non hanno diritto di accesso. E il palato dei russi che richiede pizze con tutti i salumi possibili: «I russi amano il maiale e quindi gli affettati, il prosciutto crudo, il salame, ma vano matti anche per la pizza gorgonzola e pere. Per fortuna i salumi arrivano da San Marini e la mozzarella fior di latte russa è buona». Non incontrano il gusto in terra di Russia, invece, Margherita e la classica Napoli. E non c’è richiesta di farine diversa da quella “bianca”, mentre «inizia adesso che qualcuno chiede l’impasto senza glutine».
Non immaginatevi, però, che il consumo sia quello della “pizzata”, soprattutto a cena, come in Italia: «Da mezzogiorno in poi la pizza viene gustata a spicchi, una pizza in quatto, accompagnata da insalata e dall’immancabile cappuccino», racconta Peluso. Il quale non ha alcuna intenzione di tornare a lavorare in Italia: «In Italia solo in vacanza», continua. Perché «qui è tutto più semplice. Con 5-6mila euro apri 15 metri quadrati senza tutti i vincoli italiani e gli Enti coinvolti. E di tasse io non pago più del 16/17 per cento. I russi ci hanno superato in tutto. Ho amici della Federazione dei pizzaioli che dall’Italia mi mandano notizie terribili sulle loro attività».
Peluso ha imparato tanto da quando, ancora ragazzino, muoveva i primi passi tra la farina. Ma ha anche insegnato e insegna: «Con me c’è Victor, il mio socio ormai da otto anni. E il gruppo di ragazzi che lavora con noi».
Più volte il pizzaiolo partito da Torre del Lago in cerca di fortuna si è cimentato anche con il Campionato mondiale dei pizzaioli, aggiudicandosi nel 2013 il premio delle delegazione russa.
Il locale di Mosca (Bolotnikovskaya Ulitsa, 12) si è meritata anche la citazione del “Gambero rosso” che ne decanta la «crosta spessa, l’impasto ad alta idratazione», elencando tra le specialità della casa la pizza «con il salame piccante e la parmigiana di melanzane».
Quarantotto ore di lievitazione di rigore, acqua minerale dei monti del Caucaso, la massima attenzione alla umidità, alle temperature e alla qualità degli ingredienti hanno fatto la fortuna di Peluso. La cui attività così lontana da Torre del Lago, ieri è stata ricorda anche dagli amici della pagina Facebook “Viareggio mia”. Ed è forse questo il successo più bello.
Perché nella frazione Peluso ha lasciato in sospeso un progetto, interrotto a causa della pandemia da Covid-19: quello della pizzeria allo stadio “Ferracci”, recuperato dai “Titani”. «Vediamo che accadrà», commenta il pizzaiolo amareggiato dalle notizie che gli arrivano dall’Italia:«Per il momento voglio stare in Russia». Dove, a breve, lo attendono le seconde nozze (dal primo matrimonio Peluso ha avuto due bambini) con la fidanzata che dirige un ristorante. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA