Addio Giovanni, 23 anni appena e una coscienza ambientalista
BORGO VIRGILIO (CERESE). Nel 2014, quando era ancora un adolescente, aveva convinto i genitori a comprare un’auto elettrica per aiutare il nostro pianeta malandato e vittima del surriscaldamento globale. Anche il tema della maturità lo aveva dedicato all’inquinamento. Guardava lontano Giovanni Ferrari, un ragazzo pieno di interessi e con tutta una vita da immaginare. La leucemia invece lo ha portato via ad appena 23 anni.
La malattia gli era stata diagnosticata poco più di tre anni fa, negli stessi giorni in cui se n’era andato per colpa di un tumore al pancreas papà Ruggero. Una coincidenza tragica a cui non si è mai rassegnata la mamma Elisa che con l’aiuto dei figli Giacomo e Sofia ha saputo affrontare la sfida più difficile per un genitore.
La famiglia di Giovanni le ha provate tutte: le cure migliori, decine e decine di visite ed esami, anche due trapianti di midollo osseo. Purtroppo però la malattia si è rivelata invincibile.
Giovanni viveva a Cerese dove lunedì 22 febbraio alle 16.15, nella chiesa nuova, si svolgeranno i funerali. Poi si proseguirà per il cimitero degli Angeli per la cremazione.
In città aveva frequentato le superiori, l’Itis Fermi da cui era uscito con ottimi voti e con la voglia di proseguire gli studi. Dopo un anno di università, però, arrivarono la perdita del papà e la malattia.
«Una delle sue grandi passioni era il disegno – ricorda Elisa Chinaglia tra le lacrime, al telefono – ma soprattutto aveva un amore immenso per la Terra, si interessava dell’ambiente e di tutto ciò che potevamo fare per non danneggiarlo».
Il profilo Facebook di Giovanni racconta gli anni spensierati prima della malattia: le foto al mare, su un prato, la moto, la matita e il foglio bianco su cui riprodurre i profili di auto da sogno che tanto lo affascinavano.
«Un grazie di cuore a tutto il personale del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Mantova e del Centro trapianti midollo osseo dell’ospedale Borgo Roma di Verona – a parlare è ancora mamma Elisa – Sono tante le persone che ci hanno aiutato in questi anni e che hanno fatto il possibile per aiutare Giovanni». Dai nonni Anna e Vito, Elda e Renato, agli zii Francesco e Giordano e le cugine Milagro, Paloma, Emma e Delia. Tutti hanno sperato fino all’ultimo che Giovanni potesse continuare a sorridere.
La notizia della morte del 23ennesi è diffusa rapidamente a Borgo Virgilio lasciando sotto choc un’intera comunità. La famiglia Ferrari ha scelto una frase toccante per il necrologio di Giovanni: «Con passo coraggioso e lieve hai scalato altissime montagne fino ad arrivare al cielo».