Movicentro, le opposizioni: «Non serve una variante del piano regolatore, basta una modifica alle norme di attuazione»
ivrea
Una via d’uscita per la questione Movicentro, che non prevede una variante al piano regolatore, ma una semplice modifica delle norme di attuazione. La proposta arriva dai tre partiti di opposizione - Pd, Viviamo Ivrea e Movimento 5 Stelle - ed è diretta all’amministrazione comunale, formalizzata in una mozione che sarà presentata al prossimo Consiglio. Che dovrà valutare la fattibilità tecnica, ma soprattutto dovrà mostrare la volontà politica di risolvere il problema.
«Perché la questione - sottolinea il capogruppo dei Cinquestelle Massimo Fresc - è stata aggravata dal clima politico interno alla maggioranza ed è partita con una lettera di sette consiglieri di maggioranza contro il rinnovo del contratto alla cooperativa Zac. Verso cui è stata manifestata una certa ostilità ideologica».
Secondo la ricostruzione delle opposizioni nella riunione della Commissione assetto del territorio di martedì 9 febbraio, presieduta dal capogruppo di Viviamo Ivrea Francesco Comotto, sono state approvate le due varianti necessarie alla costruzione del Movicentro. «Quello che manca - spiega il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti - è la destinazione d’uso per “artigianato di servizio alla famiglia”, che è prevista dall’accordo di programma. Per questo riteniamo che sia possibile modificare semplicemente le norme di attuazione, rendendo così compatibile quanto previsto dal Piano regolatore e del documento sottoscritto con Rfi».
Le opposizioni, poi, rifiutano decisamente l’idea dell’amministrazione di affidare una perizia per stabilire il valore del diritto di superficie. «Abbiamo paura - spiega ancora Perinetti -, che quello potrebbe essere il prezzo per il passaggio al Comune di un immobile per cui era previsto un trasferimento gratuito. Tra l’altro si tratta di un progetto per cui Regione e Comune hanno speso 6,5 milioni di euro, mentre Rfi ha messo soltanto alcuni terreni».
D’altronde secondo quanto riportato nella mozione e appurato durante la Commissione assetto del Territorio «nonostante le richieste del Comune di Ivrea Rfi non ha mai ottemperato l’impegno ad essa spettante di cedere gratuitamente tale diritto di superficie». Non solo, «Rfi, non reputandosi proprietaria, non ha mai versato l’Imu né pagato, almeno in quota parte, utenze, spese e manutenzioni».
Insomma, come sottolineato più volte dal consigliere Comotto, si tratta di «trovare un’intesa tra due enti pubblici, uno dei quali, Rfi, non ha fatto pervenire alcuna lamentela, né ci risulta che abbia chiesto alcunché al Comune. È sempre stato implicito che la gestione dell’edificio fosse in mano all’amministrazione. A tal punto che sono i rappresentanti della cooperativa Zac, ogni giorno, ad aprire l’edificio per garantire l’operatività della biglietteria di Trenitalia». —