Scuola, vaccinazioni sbloccate in Fvg dopo il caso privacy: da martedì prenotazioni in farmacia e nei Cup. Dosi solo per under 55
TRIESTE. Sì al vaccino per il personale docente e non docente, dagli asili nido alle superiori, ma con il sistema di prenotazione già attuato fino ad oggi: cup, farmacia e call center. Sul versante vaccinazioni si sblocca così - con la ripartenza da zero - la situazione della scuola in Friuli Venezia Giulia. E da martedì 23 febbraio il personale scolastico potrà prenotarsi per le dosi di AstraZeneca. Un'altra novità importante riguarda intanto le sedi di inoculazione a livello nazionale, che a breve - grazie all’accordo siglato ieri - saranno estese anche agli ambulatori dei Medici di medicina generale.
Ma andiamo alla scuola, dove il nodo privacy che ha bloccato le prenotazioni per il personale scolastico è stato superato. La Regione nella fase iniziale aveva invitato i dirigenti, tramite l’Ufficio scolastico regionale, a raccogliere le adesioni in modo da effettuare le iniezioni direttamente nei vari plessi. Lo stop è arrivato però a metà della scorsa settimana, in un primo momento su iniziativa di un gruppo di insegnanti, poi per i Cobas. Anche il ministero dell’Istruzione infine è intervenuto con una circolare nella quale veniva precisato che a gestire le agende per la somministrazione del vaccino doveva essere il ministero dell’Economia attraverso l’anagrafe nazionale: gestione centralizzata, dunque.
Domenica 21 febbraio, lo sblocco della situazione al termine di un intenso lavoro svolto dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga, dal vice Riccardo Riccardi e dall’assessore Alessia Rosolen. «La burocrazia ha avuto la meglio sulla ragionevolezza - sottolineano con amarezza Riccardi e Rosolen - e quindi da una modalità di prenotazione che avrebbe garantito una maggiore fluidità nelle operazioni siamo stati costretti a deviare su quest'altra procedura». «Abbiamo inviato - precisa Riccardi - una comunicazione all'Ufficio scolastico regionale per diramare a tutte le articolazioni del sistema dell'istruzione i cambiamenti intervenuti, fermo restando - aggiunge l’assessore con delega alla Salute - che coloro i quali si erano prenotati con il sistema precedente dovranno rifare l’operazione».
L’operazione coinvolge una platea di circa 15 mila persone a livello regionale e riguarda, oltre alle scuole, anche il sistema della formazione, gli Istituti tecnici superiori (Its) e gli asili nido. «È comunque curioso che in un paese dove vige lo stato di emergenza - aggiunge Rosolen - le leggi sulla privacy superino le necessità organizzative rallentando qualcosa che in questo momento dovrebbe invece essere rapido. Con il sistema pensato inizialmente dalla Regione saremmo andati direttamente nelle scuole e senza discriminare nessuno. Ora il personale deve trovare il tempo di chiamare, farsi dare l’appuntamento e andare a sottoporsi all’inoculazione».
Per quanto concerne i dettagli operativi, il personale scolastico potrà prenotarsi a partire da martedì 23 febbraio, tramite i Cup, le farmacie e il call center regionale al numero 0434.22.35.22. Attualmente il vaccino previsto è l’AstraZeneca: al momento restano quindi esclusi dalla vaccinazione i nati fino al 1966 compreso, in pratica chi ha più di 55 anni. Si tratta però di una situazione temporanea in quanto già nei prossimi giorni è attesa la circolare del ministero della Salute che autorizza l’inoculazione dell’AstraZeneca alla fascia 55/65 anni. Al momento della prenotazione verranno indicato orario e sede.
Sul fronte sindacale intanto restano divisioni. «Non siamo voluti entrare nel merito della questione vaccini - commenta Davide Zotti dei Cobas scuola - ma puramente in quella del diritto alla privacy che deve avere ogni cittadino. Il sistema che avrebbe voluto adottare la Regione non garantiva il rispetto dei dati sensibili: nessun datore di lavoro deve sapere se una persona si sottopone o no al vaccino».
Qualche perplessità in più arriva però dalla Cgil Fvg: «La buona notizia è lo sblocco della situazione - dice il segretario generale Scuola Adriano Zonta -, quella cattiva è che il sistema precedente era molto più rapido. In una emergenza di questa portata, se poniamo la privacy davanti a tutto rischiamo di bloccare un procedimento necessario a salvare vite umane. Le scuole hanno l’obbligo di non divulgare i dati sensibili, quindi anche i soggetti fragili o con patologie sono tutelati. Il vaccino è un qualcosa di importante e serve a proteggere tutta la comunità, non solo il singolo».
Ugo Previti, segretario regionale della Uil scuola Fvg, fa notare intanto come «la sicurezza del personale viene prima di tutto: bene ha fatto la Regione a pensare alla scuola e non voglio perdere tempo a parlare di polemiche. Quello dei vaccini è un primo passo, ora bisogna pensare ai precari e agli stipendi».