Omicidio di Carrara, ipotesi choc: lo ha ammazzato, poi ha dormito a fianco dell’amico
CARRARA. L’ipotesi in un quadro che, come vedremo, ha ancora dei punti da chiarire, è di quelle choc: l’omicida, prima di intraprendere la strada che conduce alla caserma dei carabinieri per andare a costituirsi, potrebbe aver aspettato ore. Addirittura, ma le tempistiche precise arriveranno soltanto dopo l’autopsia, potrebbe aver trascorso la notte dormendo a pochi metri dal corpo senza vita di Paolo Fiorentino.
È questo, come detto, uno degli aspetti che soltanto i medici legali pisani Aniello Maiese e Alice Chiara Manetti – a loro nelle scorse ore è stato affidato l’incarico dell’autopsia disposta dal pubblico ministero Elena Marcheschi – potranno chiarire sul delitto della Colonia Vercelli a Marina di Carrara. Rimettendo in fila le tappe, nella mattina di giovedì 13 gennaio attorno alle 8, Paolo Fiorentino, 46 anni, è stato trovato morto all’interno di uno dei caseggiati poco dopo l’ingresso dell’ex campo profughi, in viale Galilei: zona da anni al centro delle segnalazioni di degrado, a due passi da una scuola elementare e dal salotto marinello. Senzatetto, Paolo era qui da qualche anno in arrivo dalla provincia di Chieti. Occupava lo stabile abusivamente. A trovarlo un’amica che passava solitamente per prendersi cura della cagnolina. La donna, racconterà poco dopo ai carabinieri, incrocia un uomo che potrebbe essere Francesco Di Blasi, 67 anni, anche lui senza fissa dimora e originario di Palermo che sta uscendo dallo stabile (adesso posto sotto sequestro) per andare a costituirsi proprio dai carabinieri. Di Blasi, accusato di omicidio volontario, avrebbe ferito mortalmente Fiorentino al culmine di una lite con un coltello: nel corpo a corpo lo stesso Di Blasi sarebbe rimasto ferito alla mano e poi curato con dei punti di sutura all’ospedale delle Apuane, dopo essersi costituito. Poi è stato trasferito nel carcere di Massa e nella giornata di ieri è arrivata la convalida dell’arresto da parte del gip del tribunale di Massa Marta Baldasseroni con l’udienza di convalida fissata per la mattina di sabato 15 gennaio.
Tornando ai punti ancora da chiarire e sui quali l’autopsia prevista già per la giornata del 15 gennaio potrà sicuramente far luce, ci sono il numero delle coltellate sferrate; cercando di far chiarezza anche su quelle che hanno colpito mortalmente il quarantaseienne originario della provincia di Chieti. Ci saranno poi gli esami tossicologici, per capire in quali circostanze si è svolta la lite. Poi i tempi: l’orario preciso del decesso, perché con l’evolversi delle indagini sembra prendere corpo l’ipotesi che il colpo mortale sia stato sferrato ben prima della mattinata di giovedì scorso: addirittura qualche ore prima, con lo scenario davvero choc, nel caso, della notte trascorsa fianco a fianco, nello stesso stabile, tra omicida e vittima.
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