Mantova, il Politecnico rilancia: tre milioni per la sede
MANTOVA. Con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole. Cita Flaiano, il prorettore del Politecnico, Federico Bucci, che, apre il suo ultimo anno di mandato mettendo in colonna ambizioni e progetti. Al fondo del ragionamento, nel setaccio dei sentimenti, resta la consueta sollecitazione al territorio, da cui Bucci pretenderebbe un segnale in vista della scadenza della convenzione che lega il Politecnico alla Fum (nel 2029). Un gesto che esprima e rinnovi la volontà di Mantova d’investire sull’università. Non è solo una questione di soldi, ma di visione e prospettiva (leggi articolo a fianco). Quale gesto? Non nasconde, il prorettore, che l’offerta della sede di via Scarsellini, di proprietà della Fondazione UniverMantova, sarebbe «un segnale incoraggiante di radicamento».
Tanto più, sottolinea Bucci, che negli ultimi cinque anni il Politecnico ha speso tre milioni per migliorare la sede e renderla più vivibile, come fosse casa sua. L’ultimo tassello prevede il recupero del cortile dei gelsi. «Mi fa piacere che la fine del mio mandato coincida con la conclusione dei lavori di riqualificazione – segnala Bucci – Abbiamo rifatto l’aula magna, aperto degli spazi per gli studenti, realizzato una piccola palestra, riqualificato gli ambienti della biblioteca, migliorato la dotazione tecnologica della aule e sistemato i bagni. Abbiamo recuperato il cortile del pozzo e ora ci stiamo dedicando a quello dei gelsi».
Le quattro piante che scandiscono lo spazio sono già state sostituite, quindi verrà tirato a nuovo il girotondo delle facciate e sarà applicata una pavimentazione in legno, che asseconderà l’inclinazione naturale del suolo. Resteranno panche, tavoli e ombrelloni. Il tutto per un costo che si aggira attorno ai 400mila euro. Con un appendice: già affrancato dalle auto, l’area del parcheggio che confina con il ristorante Il Cigno diventerà un campo sportivo all’aperto, polifunzionale, con tanto di docce. Per questo progetto, del valore stimato in 200mila euro, il Politecnico chiederà il contributo di Regione Lombardia.
Fin qui la cura dei propri spazi, o, meglio, degli spazi che il Politecnico abita a Mantova, ma è nelle relazione col territorio che si esprime la missione dell’ateneo. Ecco quindi il progetto “Architetture d’acqua”, che, affidato a dieci squadre di docenti, si sviluppa dal Garda fino a Sermide, con un’antenna sull’Oglio a Marcaria, e, in prospettiva, l’approdo a Venezia. «Un progetto policentrico – argomenta Bucci – nel quale Mantova si offre come polo di una serie di poli, uniti dall’acqua. Il senso? Fare rete e squadra, correlando le singole occasioni in una panoramica. Penso al piccolo Museo del Fiume di Governolo, a tutte le architetture idrauliche, a San Benedetto Po con il Polirone, al ponte visconteo di Valeggio».
Già finanziato dal Politecnico con 100mila euro, “Architetture d’acqua” prevede l’allestimento di una mostra a settembre, proprio a San Benedetto Po, la pubblicazione del libro e un lavoro di confronto sul rapporto tra acqua e territorio, tema che incrocia gli altri del turismo dolce, dei borghi storici, del ripopolamento dei piccoli centri, della sostenibilità del paesaggio. La sfida? «Che il territorio tutto raccolga questo tipo di progettualità, candidandolo ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza». Con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole.