Addio alla “prof Zatti”, sport sacilese in lutto
Sacile ha perso un grande pezzo di sé e della sua storia. Non è solo un modo di dire: con Fernanda Tomasella, che per molti era “la prof Zatti” (dal cognome del marito Carlo), scompare una donna che non solo aveva amato molto la sua città, ma che l’aveva resa viva, attiva e dinamica proprio come era lei stessa e come lei stessa concepiva la vita. E come aveva vissuto.
Bastava andare in giro con lei per accorgersi della sua popolarità e dell’affetto che le rimbalzava intorno ad ogni saluto. «Anche lei è stata una mia allieva», ripeteva con orgoglio. E in effetti, avendo insegnato ginnastica per decenni alla scuola media Balliana, giovani e meno giovani donne sacilesi la riconoscevano e ne ricordavano l’allegria, la vitalità nel rigore e nell’impegno.
Nata a Sacile il 17 settembre 1937, Fernanda Tomasella era l’ultimogenita della grande famiglia Sfriso-Trevisiol che aveva retto le sorti della storica Trattoria Sfriso, sotto i portici di piazza Del Popolo. Suo fratello, Giovanni Tomasella, che le fece un po’da padre – essendo rimasta orfana da piccola – fu uomo forte, solare e dolcissimo con un senso profondo della comunità che Fernanda fece suo, in un modo del tutto diverso.
Al momento di scegliere il suo futuro, Fernanda compì uno “strappo” rispetto al suo ambiente, alla sua città e, sostenuta dalla famiglia, andò a Roma a seguire i corsi dell’Istituto superiore di educazione fisica. Anni impegnativi per gli studi e la disciplina ferrea imposta agli studenti, ma anche anni di grande entusiasmo. «Eravamo consapevoli che con noi iniziava una nuova fase nella storia dell’educazione motoria», amava raccontare, ricordando anche l’euforia collettiva che li coinvolse all’epoca delle Olimpiadi di Berruti (alla cui storica finale anche Fernanda poté assistere).
Di ritorno a Sacile, la giovane Fernanda si buttò a capofitto nel lavoro, iniziando in una scuola media di Tolmezzo, dove si fece ricordare, non solo per la bellezza e la giovane età, ma anche per le capacità. Ma lei era destinata a lasciare il segno nella sua città, a Sacile: lo fece alla scuola media. Lo fece come prima allenatrice della futura squadra di serie A della pallavolo femminile, la mitica Casagrande.
Lo fece come insegnante di educazione correttiva, in seguito anche artistica, aprendo, in collaborazione con Gina Fasan – già sindaco di Sacile dal 1993 al 2003, scomparsa nel settembre 2020 – la Società ginnastica moderna, una delle associazioni sportive di spicco a livello nazionale, mettendo a segno negli anni risultati davvero brillanti sia di singole atlete, sia di squadra.
Per questa sua “creatura” Fernanda, col sostegno fondamentale del marito Carlo Zatti, scomparso nel 2006, aveva messo, anche una volta andata in pensione, tutta la sua energia, tutta la sua competenza, tutta la generosità e sensibilità, di insegnante e di donna, che sapeva capire e andare incontro agli altri. Sempre con il suo splendido solare sorriso. Che è la cosa che ci mancherà moltissimo.