Entro marzo 26 mila assunzioni in Fvg, 36% di operai e anche dirigenti: difficile trovare progettisti, addetti alle vendite e alla logistica
UDINE. Oltre diecimila assunzioni in un mese, il 25 per cento a tempo indeterminato. La previsione stimata da Unioncamere, attraverso il sistema Informativo Excelsior, fa ben sperare anche se non sarà facile trovare dirigenti, specialisti e tecnici, diplomati e laureati, in grado di vantare esperienza specifica.
Le aziende contattate nel corso della rilevazione hanno già messo in conto la non nuova difficoltà di reperire “colletti bianchi” e soprattutto muratori specializzati, conduttori di impianti e metalmeccanici.
Questi sono solo alcuni dei profili più richiesti tra quelli indicati dalle aziende impegnate, nel 55 per cento dei casi, nella fornitura di servizi. Il 50 per cento ha meno di 30 dipendenti.
La stima
La stima mensile evidenzia un trend in crescita: rispetto a un anno fa la previsione aumenta di 3.400 unità. Un numero che sale a 7.320 ingressi se il confronto viene fatto da qui a marzo, nel primo trimestre dell’anno.
La programmazione evidenzia due dati: il primo la durata dei contratti che solo nel 25 per cento dei casi sarà a tempo determinato, il secondo l’ormai cronica difficoltà a trovare tecnici specializzati.
Tra i requisiti indicati per la selezione del personale c’è anche l’età dei candidati che nel 26 per cento dei casi dovrà avere meno di 30 anni. Il candidato ideale, insomma, è giovane, laureato o diplomato e preparato.
I contratti
La tipologia di contratto resta quella a tempo, a conferma che la precarietà continuerà a caratterizzare anche i prossimi rapporti di lavoro.
Il 38 per cento delle 10.260 assunzioni previste a gennaio sarà regolamentate con contratti a tempo determinato, mentre i contratti a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, non superano il 25 per cento.
A queste tipologie si aggiungono il 24 per cento di somministrazione, il 3 per cento di collaboratori coordinati e continuativi e il 10 percento di altre tipologie di contratto per non dipendenti.
Tutte queste persone dovranno occuparsi di erogazione di servizi (4.490), amministrazione (500) e direzione (570), vendite (1.580), progettazioni (1.910) e logistica (1.210).
Alla maggior parte dei candidati verrà chiesto il diploma di scuola superiore (34%), il diploma professionale (24%), la laurea (18%) e nessun titolo di studio nel 23 per cento dei casi.
Le difficoltà
Indicati i requisiti, il 14 per cento delle imprese di questa regione – questa la percentuale che intende assumere da qui alla fine del mese – avvierà le selezioni.
Quasi la metà, il 49 per cento, si prepara a una lunga trafila fatta di avvisi a cui pochi o nessuno risponderà. Soprattutto se la selezione riguarderà tecnici e progettisti (69,5%) od operatori da impegnare nella fornitura di servizi (51,5%). Certe figure non si trovano proprio.
Non va meglio nell’area della logistica dove manca la metà degli addetti che le imprese hanno dichiarato di voler assumere, mentre un terzo degli addetti alle vendite risulta di difficile reperimento. Il problema è noto e la pandemia, per certi versi l’ha amplificato.
Lo conferma il fatto che nel bel mezzo della stagione turistica invernale c’è ancora qualche attività che cerca personale.
Dopo il primo lockdown, da bar e ristoranti c’è stata la fuga: rimasti senza lavoro molti cuochi e camerieri hanno preferito cambiare mestiere per sentirsi economicamente più sicuri. Oggi queste stesse figure restano tra le più gettonate.
I settori
I fornitori di servizio sono al primo posto per ricerca di personale. Complessivamente, il comparto è in grado di assorbire 5.670 persone: oltre un migliaio (1.010) nel commercio, quasi altrettante (1.070) negli alberghi, ristoranti e nei servizi turistici, più di duemila (2.290) nei servizi alle imprese e 1.300 per garantire i servizi alla persona.
Nel settore industriale, invece, il primato in termini di assunzioni previste va al manifatturiero e alle società di servizio pubblico. Solo questo gruppo prevedere di assumere entro la fine del mese 4.600 persone.
Decisamente più ridotti i numeri programmati nelle costruzione dove si conta di far entrare 930 addetti. Ovviamente queste restano previsioni stimate dal 16 novembre all’1 dicembre dello scorso anno, attraverso le risposte fornite agli intervistatori incaricati da Unioncamere.
Trattandosi di previsioni, i numeri sono soggetti all’influenza di diversi fattori, non ultimo l’andamento del contagio da coronavirus.