Covid, le Regioni bocciate sul bollettino ora vogliono accelerare la liberazione dei positivi. In Emilia-Romagna sì agli autotest a casa
Incassato il no del Comitato tecnico scientifico al cambio nel conteggio dei ricoverati positivi arrivati in ospedale per altre patologie, con tanto di tirata di orecchie dell’Istituto superiore di Sanità, le Regioni aprono un’altra battaglia per quella che ritengono una necessità di “semplificare”. Così l’Emilia Romagna di Stefano Bonaccini e il Lazio di Nicola Zingaretti sono le prime due a mettere in pratica – o a chi chiedere – uno sfoltimento delle adempienze per chi viene contagiato con il ciclo di vaccinazione completo.
Il presidente emiliano aveva anticipato ieri che “visto l’altissimo numero di asintomatici”, questi vanno trattati “in maniera diversa da quanto fatto fino a oggi per non mandare in tilt il sistema di tracciamento”. La soluzione? L’autotesting: in Emilia-Romagna basterà fare un tampone antigenico rapido a casa, dopo averlo acquistato esclusivamente in farmacia, e carica online il risultato per far scattare un isolamento al termine del quale, attraverso un altro test fai-da-te negativo, il contagiato potrà tornare libero. La ragione, ha spiegato Bonaccini, è quella di “sgravare il lavoro micidiale che devono sopportare le Asl e le farmacie”. Il tutto nell’ottica di una “fase nuova” nella quale “servono semplificazioni”.
La stessa linea è condivisa da Zingaretti, che chiede l’intervento del Cts per cambiare le regole di uscita dall’isolamento. La proposta del presidente del Lazio prevede che i positivi asintomatici dopo 5 giorni di isolamento, in assenza di sintomi, siano liberi di uscire di casa, anche senza tampone e certificato di guarigione. “Tutto si fonda – ha spiegato Zingaretti in una lettera al Corriere della Sera – sul convincimento che un asintomatico, dopo l’incubazione e i primissimi giorni dall’esito positivo del tampone, non è più contagioso. Il Comitato scientifico sia investito di questo tema e se la valutazione fosse confermata e positiva, sempre completato il ciclo vaccinale, lo potremmo fare”. La proposta, in sostanza, ricalca la decisione presa dagli Stati Uniti e supera quanto invece si appresta a fare il Regno Unito dove l’uscita dall’isolamento sarà possibile dopo 6 giorni con due tamponi rapidi negativi.
Neanche tre settimane il Cts era stato interpellato sulla modifica delle quarantene dei contatti stretti di un positivo e il suo parere era stato ampiamente superato dal governo, con un allentamento molto più importante rispetto a quanto suggerito dal comitato che dovrebbe supportare le scelte politiche con una raccomandazione scientifica. Nelle scorse ore, invece, rispondendo alla richiesta delle Regioni di rendere settimanale il bollettino e cambiare il conteggio dei ricoverati asintomatici che risultano positivi al tampone al momento del ricovero, il Comitato tecnico scientifico aveva gelato i governatori prendendo una posizione nettamente contraria all’ipotesi di scomputare i dati. Giovedì era stato l’Istituto Superiore di Sanità a spiegare come cambiare bollettino e conteggi avrebbe rischiato di far perdere di vista l’andamento della pandemia.
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