Scuole, due metri di distanza in mensa, a San Bernardo di Ivrea solo panini
IVREA
Negli istituti comprensivi del territorio le attività didattiche sono riprese in modo abbastanza regolare, forse con meno difficoltà rispetto al previsto. Le regole decise dal Governo con il decreto legge del 7 gennaio avevano fatto temere qualche problema.
Domenica 9 i dirigenti scolastici e i loro collaboratori sono rimasti connessi fino a tarda sera per fare in modo che il giorno dopo tutto funzionasse nel migliore dei modi.
«Abbiamo lavorato tutti fino all’ultimo istante, ma i fatti ci hanno dato ragione - racconta con soddisfazione Cristina Marta, dirigente del comprensivo di Pavone Canavese -. Il rientro è andato abbastanza bene; è vero che abbiamo un certo numero di docenti assenti, ma in sostanza siamo nella media stagionale. Al momento abbiamo una sola classe di scuola primaria in Dad, a causa di un contagio che si è verificato in ambito extrascolastico».
«Anche da noi - afferma Rosa Battista, dirigente del secondo comprensivo di Ivrea - abbiamo riaperto senza troppi problemi, ma purtroppo abbiamo molte assenze fra il personale, sia docente che Ata. Per il momento riusciamo a farcela ma ho il timore che dai prossimi giorni potremmo essere costretti a ridurre gli orari». «Uno dei problemi più delicati – osserva Battista – riguarda il momento del pranzo per le regole contenute nel decreto prevedono un distanziamento di due metri fra gli alunni. Noi abbiamo deciso che per qualche giorno in alcuni plessi, come per esempio nella primaria di San Bernardo, i bambini mangeranno panini anziché il pranzo tradizionale e in questo modo riusciamo a garantire il rispetto delle disposizioni».
«Confermo che il tema del pranzo è uno dei più delicati – sostiene Guido Gastaldo, dirigente del comprensivo di Azeglio - e non si può certamente pensare di sospendere le lezioni alle 12.30 per consentire agli alunni di andare a mangiare a casa perché in molti casi abbiamo studenti che abitano in altri Comuni».
Tutto nella norma anche nel comprensivo di Settimo Vittone, diretto dal dirigente Natale Necchi che non segnala nessun problema. «Abbiamo un paio di docenti sospesi dal servizio perché non sono vaccinati, ma mi pare che siamo nella norma» dice Necchi.
In effetti i numeri sono proprio questi: nei comprensivi che abbiamo interpellato i dipendenti sospesi, fra docenti e non docenti, sono davvero molto pochi, siamo ampiamente al di sotto del 2%.
In due casi, nel comprensivo di Ivrea 2, la dirigente è dovuta intervenire di persona per costringere due insegnanti a lasciare l’aula; in altri casi la sospensione è avvenuta senza troppi traumi, in un caso la docente sospesa ha espresso stupore, perché non immaginava che la regola sarebbe stata davvero applicata. In nessun caso è stato necessario far intervenire le forze dell’ordine, come purtroppo è capitato in altre città».