Abano, bonus terme inutilizzato per il 40%: «Risorse da non disperdere»
ABANO. Inutilizzato il 40% delle risorse. Sono scaduti i termini per usufruire del bonus terme e per le aziende termali è tempo di bilanci, che inevitabilmente sono condizionati dalla quarta ondata pandemica.
Dei quasi 52 milioni di euro messi sul piatto a livello nazionale, circa 20 milioni di euro sono rimasti inutilizzati.
Il focus relativo alle terme euganee parla di 2 milioni di euro inutilizzati su un monte di bonus acquisiti dalle strutture termali di casa nostra di 5 milioni di euro.
«Ora le risorse non devono essere disperse, ma devono rimanere per il settore termale» dice il sindaco di Abano, Federico Barbierato. «Bisogna capire le modalità di redistribuzione di quelle risorse in favore del comparto termale. Non possiamo pensare che quelle risorse tornino indietro e vengano utilizzate per altri settori».
Invitalia, che aveva lanciato la piattaforma per l’acquisizione dei bonus terme da parte delle strutture accreditate e il Mise, il ministero dello sviluppo economico, devono capire come muoversi.
«Bisogna anzitutto capire cosa sia il bonus terme», esordisce Marco Maggia, vicepresidente nazionale di Fedeterme: «Se serve a far conoscere le terme, allora credo che l’obiettivo sia comunque stato raggiunto. È chiaro che la pandemia ha rallentato la fruizione. Chi ne aveva diritto non è riuscito ad usufruirne per colpa della pandemia. C’è chi si è contagiato, chi è dovuto stare in quarantena e c’è chi non si è fidato di muoversi. Ora dobbiamo capire, e già lo sta facendo Federterme con gli enti preposti, se sia il caso di prorogare l’utilizzo del bonus o se vadano ricercate altre modalità di fruizione, magari più snelle, che si allontanino da un click day».
«A poco è servito il bonus terme, ancora a meno servirà il suo prolungamento», è quanto afferma invece Emanuele Boaretto, presidente di Federalberghi Terme in merito alla proposta di prorogare i tempi per l’utilizzo dei bonus terme per tutti coloro che, attraverso le aziende termali accreditate, erano stati iscritti al sito di Invitalia.
«Le regole per poter usufruire del bonus terme erano chiare da subito ed era prevedibile che ne avrebbero beneficiato le aziende in grado di inviare il maggior numero di dati sulla piattaforma di Invitalia, anche ben oltre la loro capacità di accettazione nei 60 giorni concessi per il loro utilizzo. Questo sbilanciamento, infatti, si è concretizzato proprio ora, con la richiesta di prorogare la fruizione oltre i tempi stabiliti in origine. Chiedere oggi la proroga di questa misura vorrebbe dire penalizzare ulteriormente le numerose aziende che, a causa del farraginoso meccanismo di utilizzazione, non hanno potuto usufruire del bonus terme, compreso il 60% delle aziende termali stagionali che, nel periodo di validità dello strumento, erano in chiusura».
«Molte aziende», aggiunge Boaretto, «hanno dovuto fronteggiare situazioni tecnicamente complesse: non essendo infatti riuscite ad ottenere la totalità dei buoni corrispondenti alle richieste ricevute, hanno dovuto sostenere uno sforzo organizzativo immane per poter riuscire a soddisfare e dare concretezza a tutti i bonus ottenuti nei tempi stabiliti dalla legge. Riteniamo che si debbano rimettere in campo le risorse non utilizzate, ma a condizione che venga modificato il meccanismo che regola l’assegnazione dei bonus» . ––