Lega spaccata sul voto a Padova. Bano: «Ci voleva Marcato e ci hanno calato Peghin»
PADOVA. «Purtroppo ci sono alcuni componenti del partito che dopo essere andati a Roma hanno perso il contatto con il territorio e con gli amministratori. A Padova è stato calato dall’alto un candidato sindaco che è la brutta copia di Giordani. Per provare a giocarcela avrei scelto Roberto Marcato tutta la vita». Parole durissime quelle pronunciate Marcello Bano, sindaco leghista di Noventa Padovana durante una trasmissione televisiva.
Senza citarli, ma il riferimento è chiaro, Bano prende di mira i parlamentari Massimo Bitonci e Alberto Stefani, gli artefici della candidatura di Francesco Peghin alle prossime amministrative, con la benedizione “romana” di Matteo Salvini
. Ora l’ex vicepresidente della Provincia Bano rischia l’espulsione o una lunga sospensione dalla Lega, storicamente abituato a vedersela nello spogliatoio e mai in pubblico. Parole pesanti che Bano non ha consegnato a chat private, assemblee di partito o congressi, ma alla trasmissione “Pulsar” di giovedì sera, andata in onda su Telecittà.
LA REPLICA DEL PARTITO
A decidere del destino di Bano saranno Matteo Salvini e Alberto Stefani, coordinatore regionale della Lega: «Ci sono regole precise nel nostro partito da almeno trent’anni e certe dichiarazioni non si fanno alla stampa o in televisione, ma nelle sedi opportune. Al contrario, significa voler fare del male al partito per mero correntismo» la versione di Stefani, che ha assicurato che per Bano ci saranno conseguenze.
A cercare di rasserenare il clima potrebbe essere proprio Roberto Marcato, indicato da Bano come l’unico in grado di battere Giordani alle urne. Lui stesso però aveva sottolineato come la candidatura di Peghin non fosse stata condivisa.
«Non mi rimangio niente – ha replicato Bano, contattato dopo la trasmissione – perché purtroppo un problema dentro il partito c’è ed è concreto. Non c’è un dialogo con gli amministratori. Io mi sono innamorato della Lega perché si discuteva tra militanti e poi si portavano le decisioni ai piani superiori, mentre adesso s’impongono decisioni dall’alto. Lo stesso sta accadendo sui vaccini e sul Green pass, dove chi governa ha una posizione chiara a favore, mentre chi è a Roma continua ad essere ambiguo».
«Tutto poi è a cascata sulle candidature e sulla politica locale. Lo dimostrano anche le scelte fatte in Provincia, dove il consigliere più votato (Daniele Canella, ndr) ha avuto una delega inutile, mentre chi è arrivato dietro di lui (Marco Schiesaro) ha avuto quella fondamentale alla viabilità. Questo è la spia di un corto circuito».
LA LITE SUL CANDIDATO
Lo stesso Roberto Marcato aveva promesso battaglia all’interno del partito, che ormai è spaccato tra chi sta con lui e chi sta con Bitonci e Stefani. Canella era uomo del primo, Schiesaro dei secondi.
Bano quindi sembra aver aperto definitivamente il vaso di Pandora nel Carroccio, da cui finora erano scappati solamente retroscena. Entro una decina di giorni potrebbe essere presentato ufficialmente Peghin, che però partirebbe con l’handicap di avere contro metà Lega.
Bano è consapevole del peso delle sue dichiarazioni, ma non teme provvedimenti: «A me l’unica cosa che interessa è non danneggiare il partito – chiude il sindaco di Noventa, anche se è proprio l’accusa che gli rivolge Stefani – ma ho la responsabilità verso chi condivide con me la posizione politica degli amministratori e verso chi mi ha votato. Il malumore nella base e nei sindaci c’è e dall’alto non possono fare finta di niente».
Non si smuove neanche su Peghin: «Con Marcato scalderemmo i cuori. Lui potrebbe giocarsela, perché nelle periferie avrebbe un grande consenso. Non ce l’ho con nessuno. Si parla di Bitonci, ma io l’ho sempre ringraziato e lo stimo. Ma bisogna ascoltarci».