Piscine a Tencarola, un anno di abbandono. Il degrado è padrone del cantiere
SELVAZZANO. A quasi un anno dall’abbandono del cantiere da parte della ditta esecutrice, la Elettrica Sistem di Cava dei Tirreni (Salerno), la struttura appena al grezzo dell’impianto natatorio “Carlo Pedersoli” del comune di Selvazzano mostra i primi segni di degrado, dovuti soprattutto alle intemperie.
Sono sulle travature di legno lamellare che sorreggono il tetto, installate esattamente un anno fa, dove si notano maggiormente i danni. Nei giorni prima della chiusura del cantiere erano state issate su un terrazzo al primo piano le apparecchiature per il trattamento dell’aria, imballate con del telo di nylon che a causa del gelo, della pioggia e il vento è stato divelto.
Al momento dello stop dei lavori per arrivare alla conclusione del primo lotto del secondo stralcio mancava la copertura di buona parte del complesso, i rivestimenti delle vasche e tutta o quasi l’impiantistica interna.
LA RIPARTENZA
La domanda che a Selvazzano tutti si fanno è quando potranno riprendere i lavori. Il cantiere nella primavera dello scorso anno è stato “spogliato” di tutte le attrezzature necessarie per realizzare l’opera pubblica da 10 milioni di euro. La ditta appaltatrice ha smontato la gru, ha tolto tutte le impalcature e recuperato i box adibiti a spogliatoio degli operai.
Enoch Soranzo, che da sindaco di Selvazzano ha voluto l’opera, oggi siede in Consiglio regionale e mantiene la carica di consigliere delegato alle opere strategiche del Comune: «I soldi per andare avanti con i lavori dell’impianto natatorio nel bilancio del Comune ci sono», afferma.
«Nei giorni scorsi, dopo il ricorso per decreto ingiuntivo presentato al Tribunale di Venezia dall’avvocato del Comune, Fulvio Lorigiola, è arrivata la notizia che sono disponibili anche gli importi delle due fidejussioni a garanzia per un totale di circa un milione di euro. È necessario che la giunta aggiorni in fretta il progetto e rimoduli il piano economico ai nuovi prezzi. Dopodiché si possono avviare le procedure per un nuovo affidamento, individuando una delle ditte che partecipanti al bando di gara del 2018 che si renda disponibile a ripartire con i lavori».
Di mezzo, però, c’è la richiesta di risarcimento al Comune di 5, 4 milioni di euro da parte del Consorzio Stabile Build scarl, vincitore della gara d’appalto nel 2018, allora come Alveare Network. La prima udienza al Tribunale di Venezia è fissata per il 4 aprile.
PROGETTO DA RIVEDERE
Alla luce della situazione economica generale che si è creata con la pandemia, ammesso che il Comune riesca ad individuare l’impresa disposta a completare l’impianto, sarà difficile poi trovare chi si occupa della gestione. Ricordiamo che si tratta di un complesso dimensionato per un bacino di 50mila abitati e con Abano e Montegrotto a due passi, dove oggi con 25/30 euro si può usufruire di una piscina con acqua termale per una intera giornata, non sarà facile.
Il circolo della Lega di Selvazzano da tempo propone una riduzione del progetto. «Questo è il momento giusto per farlo», afferma il capogruppo in consiglio comunale, Antonio Francon. «Così com’è stato pensato dall’allora giunta Soranzo l’impianto natatorio difficilmente potrà funzionare». ––