Terapie sperimentali anti Covid, ecco come a Jesolo hanno salvato 21 pazienti
JESOLO. Al via le terapie anti Covid per via orale all’ospedale di Jesolo lido: sono già 21 i casi trattati in una settimana da quando sono iniziate e i pazienti hanno reagito bene.
In caso di pazienti con i primi sintomi, affetti da gravi patologie, obesità, insufficienza renale e malattie gravi, potranno essere autorizzati i trattamenti con farmaci specifici antivirali che sono consegnati dai sanitari dell’ospedale per proseguire le cure a casa.
La nuova e innovativa terapia, che è sperimentata tra le prime strutture ospedaliere in Veneto proprio a Jesolo e poi all’ospedale di Verona, si unisce alle terapie con gli anticorpi monoclonali inoculate alla media di dieci casi al giorno su segnalazione dei medici di base con i quali è costante la comunicazione e collaborazione.
L’ospedale di Jesolo è dunque sempre più un hub di riferimento per le cure alternative con il coordinamento del dottor Lucio Brollo che è primario anche nelle malattie infettive del covid hospital.
In questa fase la maggior parte dei ricoverati ha dai 40 anni in su, anche se ci sono stati dei casi di pazienti anche più giovani. A Jesolo, come lo stesso Brollo ha confermato, ci sono stati anche casi di no vax, in tutto una decina, che hanno rifiutato di essere intubati e rigettato altre cure invasive. Uno di questi, un settantenne, è purtroppo deceduto.
Da agosto a gennaio i decessi sono stati complessivamente 40 e l’83% di loro non era vaccinato oppure non aveva completato ancora il ciclo vaccinale. In caso di rifiuto delle cure i pazienti devono sottoscrivere una specifica richiesta predisposta dall’ospedale in cui sono ricoverati e vengono anche filmati per registrare le loro dichiarazioni a conferma delle volontà espresse.