Cisanello: oltre cento sanitari a casa con il Covid. Ci sono i rinforzi ma il sindacato denuncia: sono pochi
PISA. Oltre un centinaio di dipendenti positivi. Decine e decine tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) sono finiti nella morsa del Covid-19. Una possibile emergenza nell’emergenza che ha portato ad una riorganizzazione delle attività e dei servizi a fronte di una mancanza di personale che, da anni, contraddistingue il comparto sanitario e alimenta le rivendicazioni dei sindacati. Organici che nei prossimi giorni saranno incrementati grazie a nuove assunzioni che, per le organizzazioni dei lavoratori, rimangono però insufficienti a far fronte alle rinnovate esigenze e a garantire le “forze” necessarie ad assicurare tutti i servizi e le attività.
È quanto emerso in un recente incontro tra le organizzazioni sindacali e i vertici dell’Aoup convocato su richiesta dei sindacati per fare il punto sull’organizzazione aziendale a seguito dell’aumento esponenziale dei ricoveri di pazienti contagiati dal coronavirus (a ieri erano 143 i ricoverati nei reparti Covid dei policlinici di Cisanello e Santa Chiara, di cui 22 in aree di degenza intensiva e 121 in aree di degenza ordinaria). Un incremento che ha portato inevitabilmente a una riorganizzazione di una parte delle attività e dei servizi di alcuni reparti (in particolare ortopedia, gastroenterologia, nefrologia e ginecologia). All’azienda ospedaliero-universitaria è stato inoltre chiesto di ampliare le attività di vaccinazione (ammontano a circa seimila le somministrazioni settimanali di vaccini anti-Covid) e proseguire quelle che, nonostante le difficoltà nelle forniture, assicurano l’effettuazione dei tamponi, antigenici e molecolari. «Un notevole carico di lavoro a tutti i livelli per cercare di contenere l’emergenza – sottolinea la Fp-Cgil –. A fronte di ciò corrisponde una contrazione delle attività, dei servizi e dei posti letto che sta mettendo in difficoltà vari reparti: assistiamo a rimodulazioni e riorganizzazioni che implicano grandi sforzi da parte di tutto il personale sanitario, da troppo tempo sottoposto a questo tour de force».
L’emergenza, secondo il sindacato, è alimentata soprattutto da organici non sufficienti. «È necessario recuperare quelle risorse per garantire tutte le attività a fronte di quelle necessarie a contenere l’emergenza Covid», l’appello della Fp-Cgil. Con il via libera della Regione alle assunzioni per rinforzare gli organici delle Aziende sanitarie regionali, ieri l’Aoup ha comunicato l’assunzione di 20 operatori socio-sanitari interinali, quattro ostetriche, 30 infermieri a tempo indeterminato e alcuni tecnici. Reclutamento che si aggiunge alle oltre 120 assunzioni (di cui 80 infermieri a tempo indeterminato) che potrà concretizzare l’Asl Toscana nord-ovest per tutte le zone di sua competenza (province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara . «Numeri che non soddisfano le esigenze – conclude il sindacato –. È un primo passo, ma occorrono soluzioni strutturali che consentano di prevenire e non rincorrere continuamente l’emergenza per cercare di contenerla».