Romaniello: «Il Cavaliere mi ha telefonato, ma non lo voterò al Quirinale»
l’intervista
Da una parte del filo un giovane psicologo di Voghera diventato parlamentare nel 2018, dall’altra un ex premier in cerca di voti per diventare presidente della Repubblica. È successo davvero. Qualche sera fa Cristian Romaniello era a casa a Voghera quando gli è squillato il telefono. Si sa, i cellulari dei deputati sono bollenti soprattutto in questa fase. Sul display di Romaniello (eletto nei 5 Stelle, da un anno nel gruppo misto) compare il nome di Vittorio Sgarbi, critico d’arte e personaggio televisivo eletto in parlamento nelle fila di Forza Italia. «Con Sgarbi capita di sentirsi - spiega Romaniello -. Poi a un certo punto la telefonata ha preso una piega davvero inattesa».
E cosa è successo, onorevole Romaniello?
«A un certo punto mi ha detto che mi avrebbe passato un amico grillino».
E chi c’era dall’altro capo del filo?
«Silvio Berlusconi, pensavo fosse un’imitazione. Poi ho capito che era davvero lui».
Cosa le ha detto?
«Battute di spirito: “sto fondando il partito del Bunga bunga e le belle donne le porto io”. Una chiamata divertente».
Il Cavaliere le ha chiesto espressamente il voto per diventare capo dello Stato?
«No, espressamente no. Ma il momento è chiaro. Mi è sembrata un’operazione simpatia».
Che impressione le ha fatto Berlusconi al telefono?
«Una persona che fa politica, ci ha messo la faccia chiamando anche un parlamentare del gruppo misto. E come me sta chiamando altri. Invece le altre forze politiche stanno lavorando senza sentire nessuno».
Voterà Berlusconi?
«No, non lo voterò»
E chi vorrebbe capo dello Stato?
«Mi piacerebbe una figura non politica. Ad esempio ritengo che abbia un profilo degnissimo il docente universitario di storia Alessandro Barbero ».
Sta lavorando per portare voti a Barbero?
«No, è solo una mia idea. Figure non politiche di statura ce ne sono molte in Italia. Non so nemmeno se Barbero sia interessato. Vorrei un nome che rappresenti il popolo, non un accordo oligarchico».
E una presidente donna?
«Ben venga, ma penso che le donne non abbiano bisogne di concessioni per arrivare in alto. Il mondo per fortuna sta cambiando, le nuove generazione stanno superando sempre più il divario che prima c’era tra uomo e donna. Non serviranno più norme per dare posti di potere alle donne, ci arrivano senza concessioni».
Draghi capo dello Stato?
«Assolutamente no, lo avverso come premier figuriamoci come presidente. Non è una figura di garanzia. Anche nella gestione dalla pandemia ha avuto uscite sgradevoli, come in estate con l’entrata in vigore del green pass quando ha fatto capire che tra vaccinati non ci si contagia. E non è così».
Con Draghi presidente della Repubblica finirà la legislatura?
«No, andrà avanti fino alla scadenza naturale del 2023».
Lei è fuori dai 5 Stelle, come si vede tra un anno quando si tornerà al voto?
«Sono stato espulso senza un atto formale per la mancata fiducia al governo Draghi, l’uscita dal movimento dove sono cresciuto mi ha ferito. Però vado avanti con la schiena dritta sulle mie posizioni. Potrebbe nascere un soggetto politico nuovo».
Con a capo Alessandro Di Battista?
«Lo sento spesso, può dare molto al Paese. Così come come Davide Casaleggio ed Enrica Sabatini che sono state pugnalate alle spalle più di me».