L’opposizione all’attacco di Zanin «Un non vaccinato guida il Consiglio regionale»
TRIESTE Da un lato le critiche dell’opposizione per il ritardo della vaccinazione del presidente del Consiglio Piero Mauro Zanin. Dall’altro quella che il capogruppo di Progetto Fvg Mauro Di Bert, riferendosi ai numeri che hanno definito l’indicazione dei tre grandi elettori, chiama «sbavatura». La giornata d’aula di giovedì lascia qualche imbarazzo in maggioranza.
La minoranza attacca sul vaccino di Zanin. Il presidente del Consiglio ha fatto sapere di avere l’appuntamento per la prima dose lunedì 17 gennaio, «nel rispetto dei tempi» per chi, come lui, risulta guarito dal Covid. «C’è da stupirsi che abbia atteso l’ultimo momento per il vaccino prima di andare a Roma alle elezioni del Quirinale, stupisce meno che lo si sappia il giorno dopo la votazione dei grandi elettori», dice il segretario del Pd Cristiano Shaurli. «Che il massimo esponente dell’assemblea dichiari di essere tra i non vaccinati ci lascia attoniti», aggiunge il capogruppo dem Diego Moretti chiedendo «trasparenza» sugli immunizzati di Palazzo. Il M5S usa l’ironia: «Siamo una regione sempre più “speciale”, visto che ci possiamo permettere di avere non vaccinati perfino tra i grandi elettori»
A proposito dei grandi elettori, Di Bert chiarisce che il maggior numero di voti (31 a 27) raccolti da Zanin rispetto a Massimiliano Fedriga «non apre nessun caso politico», ma non nasconde un certo fastidio per le preferenze che mancano al presidente della Regione. «Con grande correttezza il governatore ha riunito la maggioranza e chiesto un voto compatto. Dispiace che l’esito non sia stato corrispondente. Noi di Progetto Fvg, sempre leali, speriamo non ci siano state operazioni strane». Tolto Walter Zalukar, non presente alla riunione, Fedriga avrebbe dovuto contare almeno 28 voti, stando alle dichiarazioni di Emanuele Zanon (Misto) che assicura di avere votato il ticket Fedriga-Zanin. «Zanon è una persona seria, non ho dubbi sia andata così», commenta Di Bert.