Corpo forestale, agenti indagati perché assenti durante il servizio: ecco i nomi, c’è anche un ex assessore
Ore di registrazioni, tracciamenti con il gps, sequestri di cellulari di servizio.
Mesi di indagine che, in attesa delle conclusioni della Procura di Pordenone sul piano penale, sono già finite sul tavolo della commissione disciplinare regionale, che ha il compito di vagliare le posizioni degli otto appartenenti al corpo forestale regionale sospesi dal servizio.
L’indagine, sulla quale a palazzo di giustizia si mantiene il più fitto e rigoroso riserbo, è partita mesi fa da tre esposti e ha portato anche a ritiri delle armi di ordinanza da parte della Questura di Pordenone.
A occuparsi della lunga attività investigativa è stata la stazione dei carabinieri di Maniago che per mesi ha monitorato con telecamere le timbrature dei cartellini e gli spostamenti di diversi agenti del corpo forestale regionale delle stazioni di Maniago e Pinzano al Tagliamento.
Due i fascicoli d’inchiesta, otto nel complesso gli indagati. Le ipotesi di reato contestate sono concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato e, a vario titolo, peculato d’uso dei mezzi di servizio e falso ideologico.
Sei i forestali di Maniago sui cui si è concentrata la Procura: Claudio Bucco (ex assessore comunale di Andreis), Sandro Toffolutti (comandante della stazione), Franco Mazzoli, Alessandro Di Daniel, Mario Osti e Vittorino Marcolina.
Al vaglio anche la posizione del comandante della stazione di Pinzano al Tagliamento, Armando Rosa Gastaldo, e di Barbara Levis, distaccata alla polizia giudiziaria della Procura di Udine, dove il suo avvocato, Alberto Tedeschi, ritiene la situazione ancora fluida e ha chiesto il trasferimento degli atti per competenza territoriale.
Nel frattempo, però, il caso è arrivato in Regione, dove è seguito da vicino dagli uffici dell’assessorato alle autonomie locali e sicurezza che fa capo a Pierpaolo Roberti.
Venerdì 14 gennaio a Udine la commissione disciplinare regionale ha vagliato alcune delle posizioni in esame. Altre sono state effettuate a inizio dicembre, altre ancora sono in calendario a fine mese.
I dipendenti, nel frattempo, sono stati sospesi in via cautelare e temporanea. Sarà proprio la commissione a decidere, entro 120 giorni, se riammettere o meno i forestali in servizio.
«Premettendo che le indagini non sono ancora chiuse – ha dichiarato l’avvocato Antonio Malattia, che difende Toffolutti, Mazzoli, Di Daniel, Osti e Marcolina – escludiamo nel modo più fermo ogni ipotesi di truffa.
I miei assistiti sono stati chiamati a rispondere perché sembrerebbe che non stessero svolgendo attività pertinenti al servizio. Interruzioni che avrebbero dovuto certificare tramite il sistema informatico.
Ma si pretende di applicare ai forestali una disciplina creata per i dipendenti in ufficio. Loro lavorano tutto il giorno sul territorio e, se ci sono urgenze, non hanno modo neppure a fine servizio di annotare eventuali pause.
Anche in sede disciplinare abbiamo cercato di dimostrare che alcune interruzioni che non sembrano giustificate erano, invece, pertinenti al servizio.
Inoltre, anche volendole considerare interruzioni di servizio, bisogna considerare che questi forestali lavorano da tantissimi anni, hanno sempre raggiunto valutazioni di eccellenza e il 100 per cento degli obiettivi prefissati, spesso lavorando per un numero di ore largamente superiore a quello che per cui sono pagati.
In un caso abbiamo 150 ore di lavoro regalate alla Regione in nove mesi, senza chiedere nessun recupero. Le differenze contestate sono nell’ordine di 16 ore in nove mesi.
È l’antitesi dell’assenteismo, non c’è volontà di trarre in inganno nessuno né di percepire stipendi senza aver lavorato». In un caso, spiega Malattia, gli episodi contestati «sono tre, minimali, già giustificati a livello informatico».
Quanto alle difese di Bucco e Rosa Gastaldo, nonostante i tentativi di raggiungerle, fino alla tarda serata di venerdì non è stato possibile apprenderne la versione dei fatti.