Il Friuli Venezia Giulia cerca 130 infermieri: pubblicato il bando. Il direttore Tonutti: «Ci mancano i laureati»
TRIESTE La sanità del Friuli Venezia Giulia cerca 130 infermieri da assumere a tempo indeterminato. L’Azienda regionale di coordinamento per la salute ha pubblicato il bando attraverso il quale saranno prese 130 persone che verranno assegnate poi alle aziende del territorio. Entrando nel dettaglio, 45 posti sono destinati all’area di Trieste e Gorizia e quindi all’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina e all’Irccs Burlo Garofolo; 55 all’area del Friuli Centrale, quindi la provincia di Udine, con la possibilità poi di entrare nell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale e nella stessa Arcs; mentre 20 posti sono riservati al Friuli Occidentale, il pordenonese, che comprende l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale e l’Irccs Cro di Aviano. Per partecipare al bando è ovviamente necessario avere la laurea e l’iscrizione all’ordine professionale e bisognerà presente domanda entro il 3 febbraio 2022 tramite il sito dedicato di Arcs (https: //arcssanitafvg.iscrizioneconcorsi.it).
Il direttore generale dell’Azienda di coordinamento, Giuseppe Tonutti, ha spiegato che «abbiamo bandito il concorso in accordo con gli ordini professionali in quanto abbiamo atteso che si concludessero i corsi di laurea e che quanti più candidati possibili completassero l’iscrizione all’Opi. In media a questi concorsi si presentavano in 2-3 mila, dopo l’emergenza Covid ci attendiamo che si presentino in 300. Il vero problema di questo momento storico è la mancanza di laureati, ci aspettiamo che le graduatorie vengono esaurite in tempi rapidissimi». Non è un mistero che, in questo momento storico, la sanità pubblica sia alla ricerca di personale, a pesare sono le possibili sospensioni dei non vaccinati e poi il trasferimento di molti vicino a causa complici i concorsi a tempo indeterminato in tutta Italia.
Lo scorso novembre 73 infermieri avevano completato il percorso di laurea all’Università di Trieste e nell’occasione il direttore di Asugi, Antonio Poggiana, aveva anticipato che la maggioranza sarebbe stata presa con contratto a tempo determinato dall’Azienda sanitaria e messa subito nella condizioni di lavorare. Sul fronte invece degli operatori socio-sanitari è previsto un nuovo concorso a metà anno in quanto le aziende sanitarie hanno ancora a disposizione una graduatoria da cui attingere.
«Per quanto riguarda i concorsi degli Oss – spiega Tonutti – la questione è più complessa perché non esiste un ordine professione e dunque, in alcuni casi, bisogna risalire alla validità del diploma. La verifica dei certificati non “limpidi” – spiega il direttore – richiede del tempo e questo ha rallentato le graduatorie della precedente selezione. Nel nuovo concorso vedremo di sbloccare la graduatoria prima per chi presenta un certificato sicuramente valido». L’ipotesi è dunque di tenere in una sorta di standby le situazioni che richiedono accertamenti in modo da consentire alle Aziende sanitarie di assumere da subito personale scorrendo poi le graduatorie. «Anche per gli Oss cercheremo di partire con il concorso per tempo sulla base delle esigenze dei territori» conclude Tonutti.