Si vota su Facebook, pioggia di “mi piace” sospetti da Oriente: a Udine è polemica sul concorso Balcone di Natale
UDINE. Vatti a fidare dei social... Quello che doveva essere il metodo «più democratico» – così aveva assicurato l’assessore – per assegnare i 1.800 euro messi in palio dal Comune per il più bel balcone di Natale, rischia di trasformarsi in un pasticcio da Corte dei Conti.
Facciamo un passo indietro. “Balcone di Natale 2021” è il concorso fotografico lanciato, appunto, dal Comune con l’obiettivo di incentivare i cittadini ad abbellire le case. In palio ci sono 1.800 euro: mille al primo, 500 al secondo e 300 al terzo. Le foto andavano inviate a un indirizzo dedicato e, quindi, pubblicate sulla pagina Facebook del Comune di Udine. Vince chi raccimola più “mi piace” al 20 gennaio.
Fra i 27 che partecipano c’è anche la moglie del consigliere comunale Carlo Pavan (Lega) che in un post – subito dopo cancellato – invita a votare l’addobbo di casa sua. Piovono critiche, ma a indispettire maggiormente i consiglieri di opposizione non è tanto la “passione” di Pavan, quanto la decisione di mettere in palio denaro pubblico affidandosi a dei “like”.
Ma il bello deve ancora venire. Sì perchè nella foga di raccimolare questi benedetti “like” a cui sono attaccati i mille euro, un paio di concorrenti hanno chiamato a raccolta amici in ogni angolo del mondo, soprattutto in Oriente. In un batter d’occhio, sotto la foto di un balcone, sono spuntati centinaia di “mi piace” – più di 750 nel pomeriggio di sabato 15 gennaio – e 900 sotto un’altra. «Tutti amici?», si chiede qualcuno. «Un plui furlan di chel atri», aggiunge un altro.
Quello che è più di un sospetto è che si tratti di finti profili. Spiega Barbara Todisco, esperta di social media e consulente di comunicazione: «Ci sono diversi modi per verificare l’autenticità di quei “like”. Esistono delle applicazioni per capire se sono profili fake fasulli. Chi gestisce la pagina, in questo caso il Comune di Udine, ha la possibilità di approfondire».
«Abbiamo avuto problemi simili con alcune aziende che seguiamo – continua Todisco –. La prima cosa che insospettisce è il picco di “like”. Poi si può entrare nei profili: spesso sono vuoti. Oppure si possono confrontare le visualizzazioni del post con il numero di “like”: quando sono decisamente superiori i secondi, probabilmente si tratta di finti “mi piace”. Non conosco il caso del Comune di Udine, ma come detto ci sono gli strumenti tecnici per verificare».
Una cosa è certa: i “mi piace” si possono acquistare. Con 5,99 euro ne porti a casa 250, con 9,99 si arriva a 500. Il problema, però, può essere un altro: se nel regolamento stilato dal Comune per il concorso di Natale non è specificato che sono vietate le “sponsorizzate” – i “like” acquistati – vince comunque chi ne raccoglie di più. Sia che siano veri, falsi, cinesi o italiani o africani.—