Il saluto di Spela all’allieva: «Buona fortuna Alex, per me sei stata come una figlia»
UDINE. È serena e senza rimpianti Spela Dragas, ormai ex coach della stella della ritmica Alexandra Agiurgiuculese che, al nostro giornale, ha comunicato venerdì la decisione di lasciare Udine. Un sodalizio, quello Agiurgiuculese/Dragas, che durava da un decennio. «Ho conosciuto Alexandra quando non aveva ancora 10 anni – ricorda – e quando è arrivata a Udine non mi sono occupata solo della sua crescita sportiva, ma l’ho accolta come fosse una figlia anche nella mia famiglia, facendola vivere e crescere in pianta stabile a casa mia. Il nostro è stato un percorso, sia dentro che fuori la pedana, non di certo facile (entrambe abbiamo un bel carattere), ma ricco di soddisfazioni che l’hanno portata a raggiungere grandi risultati. Sono fiera del percorso svolto e sono contenta per il suo trasferimento a Milano, visto che è stato il frutto di una sua scelta personale».
L’allenatrice slovena non è però stata citata, né ringraziata, nell’intervista della campionessa. «Sono serena – prosegue – perché so di averle dato tutto. Ma non nascondo il dispiacere di non aver ricevuto nemmeno un “grazie”. Non bisogna dimenticare da dove si è arrivati. Sono stati anni di lavoro duro e impegno costante, non solo per lei, ma per tutto lo staff e l’Asu, che da subito ha creduto e investito in quella bimba poi diventata donna. La maturità di una persona e di un’atleta si dimostra anche nella gestione delle situazioni che la vita ci pone davanti».
Dragas ammette le difficoltà vissute dall’atleta in quest’ultimo anno. «Il 2021 – precisa – è stato senz’altro un anno difficile, dopo il rinvio dei Giochi nel 2020, ed è culminato con lo scarso risultato ottenuto a Tokyo.
È a quel punto che la dt della nazionale, Emanuela Maccarani, e la responsabile delle individualiste, Elena Aliprandi, hanno voluto che Alex si spostasse a Desio per seguirla da vicino, affinché potesse dare nuova impronta alla sua carriera». «Credo che dopo i primi tempi – continua – stare a pochi chilometri dalla metropoli debba senz’altro esserle piaciuto molto, anche perché non è un segreto quanto la realtà della provincia, anno dopo anno, iniziasse a starle stretta e quanto il suo sogno fosse quello di vivere a Milano, nell’ottica, anche, di puntare a nuove opportunità di carriera».
Un cambiamento che non ha lasciata Dragas indifferente: «Non nego che in quel frangente ho sentito il mio lavoro di allenatrice messo in discussione, come se non fossi adatta alla gestione dell’atleta. Eppure, in questi ultimi 10 anni ha ottenuto 4 medaglie agli europei junior; ha vinto i Giochi del Mediterraneo nel 2018 e nello stesso anno 2 medaglie ai mondiali Sofia; ha vinto la World challenge Cup nel 2019, anno in cui è arrivata sesta ai mondiali di Baku qualificandosi ai Giochi e diventando campionessa italiana».
Voltare pagina fa parte in ogni caso della carriera di un campione. «È giusto – afferma la coach – che un’atleta, raggiunta una certa maturità sportiva, voglia e possa cercare nuovi stimoli altrove nell’ottica di continuare a crescere, ma soltanto il tempo e i risultati sulle pedane internazionali, e non le parole, dimostreranno se è stata la scelta più corretta. Chiuso questo capitolo, per me importantissimo, le mie energie sono dedicate alla crescita delle nuove promesse dell’Asu, come mia figlia Tara, Isabelle Tavano, già nazionali junior, Elena Perissinotto e Isabel Rocco. Desidero anche congratularmi con Alice del Frate che è cresciuta in palestra con noi e ora è entrata a far parte del talent Amici di Maria de Filippi».