Treviso Basket, trasferta amara: a Bologna la Segafredo vince 84-66
BOLOGNA. Male. Semplicemente male. Non tanto per lo scarto finale, frutto di un ultimo parziale da 18-26, quanto piuttosto per l’atteggiamento. Anche alla Segafredo Arena la Nutribullet non riesce a scrollarsi di dosso l’apatia che da un po’ di tempo caratterizza le sue partite di campionato, infittendo il mistero di una squadra che, a fronte delle più che positive prestazioni in Europa, fatica terribilmente nel torneo casalingo.
Nessuno si aspettava una vittoria roboante contro la Virtus, che è pur sempre la formazione con lo scudetto sulle canotte e che rimane una delle candidate forti per il tricolore e la coccarda 2022, ma almeno un cambio di passo rispetto alle uscite con Brescia e Pesaro sì. Invece il tifoso trevigiano medio resta ancora deluso ed inizia a chiedersi, legittimamente, cosa sia successo alla Nutribullet che tra settembre ed ottobre pareva imbattibile e che ora assomiglia ad una possibile candidata alla lotta salvezza. Non può essere la sola assenza di Sokolowski, l’alibi da invocare per l’ennesima brutta prestazione. Perché non è tanto o solo la conferma della legge non scritta di Tomas Dimsa, per cui ad una prestazione eccellente il lituano ne faccia seguire subito una (anche due a volte) largamente insufficiente: è il linguaggio del corpo di tutta una squadra a destare preoccupazione.
La riprova la si ha nell’arena bolognese con un avvio da tragedia, 11-0 in pochi minuti con Kyle Weems che pare il fratello separato alla nascita di Klay Thompson a suon di triple in fotocopia, mentre sul fronte opposto tra arrendevolezza a rimbalzo, difficoltà a costruire il gioco e distrazioni colpevoli è già tanto che alla prima sirena i punti segnati siano 13 (contro i 29 subiti, un’enormità). Una brutta partenza però può sempre riservare occasioni di rivalsa e la storia della pallacanestro insegna che nessuna rimonta è teoricamente possibile. Per riuscire nell’impresa occorre determinazione, aggressività difensiva, sacro fuoco agonistico, massima concentrazione: tutti elementi che mancano a questa Nutribullet in cui Sims resta spesso a guardare quel che avviene attorno a lui in difesa, in cui Dimsa perde i cambi, in cui Chillo scompare, in cui il nuovo arrivato Jurkatamm fa la figura del bimbo smarritosi in gita scolastica – a dire il vero l’estone almeno può invocare il beneficio del dubbio, visto che in fondo ha sostenuto solo pochi allenamenti con i suoi attuali compagni di viaggio.
Ed in questo quadro affatto confortante occorre quasi ringraziare coach Scariolo che regala a Russell il libero del fallo tecnico per arrivare al punteggio di 45-25 della pausa, con una media punti segnati a frazione di 12.5. La ripresa così è solamente una prolungata agonia che evidenzia gli aspetti noti delle due formazioni. La Virtus ad esempio fa capire ancora una volta quale sia il segreto di una grande squadra, ossia pressione costante sulla palla e massima ferocia a rimbalzo, anche quando il tabellone rassicurerebbe i padroni di casa con un +28 (61-33); l’esatto contrario di TvB in cui solo capitan Imbrò offre un minimo di reazione concreta.
Intanto con questo ko la prospettiva di qualificazione alla Coppa Italia per Treviso è sfumata e chissà che il mancato raggiungimento di un obiettivo stagionale dichiarato non induca alle dovute riflessioni in sede dirigenziale, a cominciare dalla scelta della formula 5+5 per il doppio impegno: coraggiosa forse, meno costosa sicuramente, ma la riprova dei fatti ha bocciato la strategia di mercato del club che dovrà capire se, dopo il fallimento dell’esperimento Casarin, non sia il caso di effettuare qualche valutazione su altri soggetti.