Il Tar dà ragione al Comune di Modena «Niente abiti usati al mercato del Novi Sad»
Ha ragione il Comune di Modena nel vietare la vendita di abbigliamento usato e di merci “simili a stracci e di dubbia igienicità” tra i banchi del tradizionale Mercato del Lunedì.
Lo ha stabilito il Tar a cui si erano rivolti cinque ambulanti, che si erano sentiti discriminati dalla scelta regolamentare effettuata dal municipio.
Il Comune – deduce il tribunale amministrativo - intende infatti perseguire obiettivi di qualità riguardo lo storico e più importante mercato di Modena, “con conseguente ampia discrezionalità dell’ente nell’intervenire mediante tali scelte, onde pervenire ad un’offerta di merci vendute nell’area mercatale di oggettiva più elevata qualità”.
Tradotto: la vendita di capi di abbigliamento usati non è gradita all’interno del contesto del Novi Sad che si vuole più attrattivo. E a nulla sono valse le contestazioni avanzate dai cinque ambulanti, rappresentati dall’avvocato Valter Pompeo Azzolini.
Innanzitutto la comunicazione della modifica del regolamento è stata effettuata tempestivamente da parte del Consorzio degli operatori e quindi il “passaparola” attraverso cui i cinque sono venuti a conoscenza della propria formale esclusione non è sufficiente per l’accoglimento del ricorso.
Per il Novi Sad, quindi, un provvedimento che va di pari passo con quanto auspicato in passato anche da diversi commercianti che da anni si battono per la qualità dei prodotti in vendita nella storica collocazione del Novi Sad per il tradizionale appuntamento del lunedì.
Anche le norme sulla libera concorrenza – è stato infatti fatto riferimento alla Costituzione – non hanno trovato condivisione da parte dei giudici che addirittura evidenziano come “la relativa proposta di modifica regolamentare è pervenuta dallo stesso Comitato di Gestione degli operatori del Mercato e che essa (in bozza) è stata comunicata alle associazioni di categoria degli operatori mercatali più rappresentative che hanno sostanzialmente condiviso le scelte del Consiglio comunale che ha approvato dette modifiche regolamentari”.
Ma a chiudere la vertenza arriva la pietra tombale collegata alle tipologie merceologiche che qualificano la vendita: per i cinque ambulanti altri colleghi sono stati avvantaggiati a loro discapito mentre per il Tar non vi è stato alcun discrimine dal momento che al Mercato del Lunedì vigono solo due tipi di autorizzazioni ossia la vendita di prodotti alimentari e quella di “merce non alimentare”.
Ecco perché non vi è stata disparità di trattamento rispetto ad altri commercianti anche perché l’esclusione ha riguardato tutti coloro che vendono abbigliamento usato e non solo alcuni.
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