Come ridimensionare 75 milioni in 90 minuti, ve lo spiega Bremer. Serie A: il nostro pagellone
Gleison Bremer (Torino)
10 - Come ridimensionare la spesa di 75 milioni in 90 minuti. Ve lo spiega Gleison Bremer, brasiliano atipico. Il centrale del Toro, nuovo oggetto dei desideri del mercato tricolore, annulla Vlahovic per la seconda volta e, semmai ce ne fosse bisogno, dimostra di essere il migliore della serie A in quel ruolo. Le doti le conosciamo: capacità di anticipo, dominio di testa, puntualità nelle chiusure, dinamismo mostruoso. Le sue quotazioni s’impennano. Gleison il guerriero.
Fabio Quagliarella (Sampdoria)
9 - La doppietta con cui stende l’Empoli che gli vale il gol n. 100 in campionato conferma che questo calciatore, all’età di 39 anni, può ancora fare la differenza. Il capitano è tornato, gridano dalla sud di Marassi. I blucerchiati tirano un sospiro di sollievo. L’attaccante partenopeo conferma che quando in condizione non ce n’è per nessuno. Può ancora segnare fino a 50 anni, scrivono alla Gazza. Eterno.
Edoardo Bove (Roma)
8 - A salvare Mou da una sconfitta pesantissima, quella di sabato in casa col Verona, ci pensano i ragazzini della Primavera, Volpato e Bove. Ed è soprattutto il 19enne cresciuto ad Appio Latino, giallorosso sin dalla nascita e scoperto da Bruno Conti a siglare un gol fondamentale per il pareggio romanista. Rete intelligente (quando Montipò si aspetta il cross lui calcia dritto sul primo palo) e prova di grande carattere.
Junior Traorè (Sassuolo)
7 - È in una condizione fisica devastante. Lo dimostra la prestazione con l’Inter di ieri, ma già contro la Juve aveva offerto una prova maiuscola. Puntuale negli anticipi, pericoloso quando si sgancia sulla sinistra, punta l’uomo è ha anche un’occasione per arrotondare il vantaggio degli emiliani. Vince sempre i duelli uno contro uno e se anche pecca un po’ in fase difensiva è l’anima di questo Sassuolo.
Krzysztof Piatek (Fiorentina)
6 - Col suo gol lancia la Fiorentina in Europa. Già 5 le reti del polacco da quando è in Italia. E pensare che inizia in sordina anche perché alle calcagna ha un certo Demiral, che è un martello pneumatico e lo marca come i fidanzatini di Peynet. Quando però ha uno spiraglio o gli si concede un briciolo di campo il pistolero diventa infallibile. Di questo passo Cabral può scaldare la panca. La Fiesole ha già dimenticato Dusan.
Alex Sandro (Juventus)
5 - Allegri continua a dargli fiducia ma il brasiliano di questa stagione è il lontano parente di quello che abbiamo visto in passato. Nel pareggio del derby non ha grossissime responsabilità ma è chiaro che non può fare il centrale (è vero che mancavano Bonucci, Chiellini e Rugani...) Ma nelle ultime giornate non ha convinto neppure come laterale. Le qualità tecniche certo non gli mancano, deve recuperare condizione e convinzione.
Lionel Messi (Paris Saint Germain)
4 - Si può criticare la Pulce, l’Intoccabile? Si può. Ma non come fanno i tabloid francesi che lo mazzolano ad ogni colpo di tosse, come per il rigore sbagliato in Champions. No, il rigore non c’entra nulla. L’argentino, a Parigi, non incide come quando era a Barcellona. Dopo la vittoria col Real (sia ringraziato Mbappé), il Psg ha perso col Nantes. E Messi è parso un corpo avulso. Pochettino ha responsabilità, ma Lionel ci mette del suo. Parigi non vale una Messa.
Gian Piero Gasperini (Atalanta)
3 - Nervoso, in confusione. A sua discolpa le troppe assenze ed una squadra affaticata. Il Gasp, a Firenze, ha perso le staffe. Non solo per l’espulsione rimediata sul gol annullato a Malinovski che peraltro ha lasciato i suoi senza uan guida. Ma anche per le scelte tattiche. E’ vero che si sente l’assenza di un centravanti vero (quanto pesa l’infortunio di Zapata), ma azzardare Boga al centro dell’attacco significa regalare un giocatore agli avversari.
Stefan De Vrij (Inter)
2 - L’olandese è in grande difficoltà. Già contro il Liverpool era apparso in affanno. Con il Sassuolo è stato lo specchio di un Inter fisicamente giù. Ha fatto fatica a controllare Scamacca, ha patito la velocità di Raspadori, incerto anche in fase di disimpegno. Segna un bel gol, viziato da un fallo di mano di Dimarco. Il voto di questo pagellone va a Stefan ma rispecchia la prestazione deludente dell’Inter con i neroverdi.
Mike Maignan (Milan)
1 - Stavolta, dopo un fiume di elogi, merita di finire dietro la lavagna. Il francese è impacciato nell’uscita disastrosa che propizia il pareggio di Bonazzoli, franando su Djuric. Poi rischia di fare la frittata su una papera in disimpegno. Solo un po’ di presunzione del centravanti della Salernitana, che inventa un’ improbabile rabona, lo salva dal capitolare ancora. Nulla può, invece, sul colpo di testa di Djuric. Una domenica da dimenticare.