La maggioranza si spacca di nuovo: caos per l’emendamento della Lega sul green pass. E Berlusconi si allinea a Salvini: via le restrizioni
La maggioranza si spacca ancora in Parlamento: questa volta il caos è in commissione Affari sociali della Camera, dove è in corso l’esame del decreto Covid. La Lega si è smarcata più volte dalle altre forze che sostengono il governo Draghi, votando insieme a Fratelli d’Italia e Alternativa. Ad accendere la miccia però è stato un sub-emendamento presentato proprio dal Carroccio, a prima firma Massimiliano Panizzut, in cui si chiede l’abolizione del green pass al termine dello stato di emergenza, fissato per il 31 marzo. Una modifica che, nonostante il parere contrario del governo, la Lega vuole votare insieme a FdI e Alternativa. Mentre Forza Italia ha annunciato l’astensione, inaugurando un’inedita convergenza tra Berlusconi e Salvini sui temi della pandemia. Mentre Enrico Letta alla Direzione del Pd è già passato al contrattacco: “Noi chiediamo serietà“. Intanto i lavori in commissione sono ormai sospesi da questa mattina, per via di una riunione di maggioranza che doveva trovare la quadra entro le 16. Invece, il voto sull’emendamento è slittato alle 17.30.
La maggioranza sta tentando di trovare una sintesi, per evitare di arrivare a un nuovo scontro dopo le tensioni dei giorni scorsi tra il premier e i partiti di maggioranza, originate dai quattro voti in Commissione in cui il governo è andato sotto sulla conversione del decreto Milleproroghe. Sta di fatto che la proposta di modifica verrà votata alla ripresa dei lavori. Il Carroccio sembra intenzionato a tirare dritto, mentre Forza Italia ha annunciato l’astensione: “Nel merito mi sento abbastanza vicino a quel che pensa la Lega. È un tema condiviso – ha spiegato Roberto Bagnasco, capogruppo azzurro in commissione – ma la tenuta della maggioranza è più importante”.
Una nuova sinergia tra i due partiti di centrodestra all’interno della maggioranza che appare confermata dalle parole dei due leader. “Stop al green pass al 31 marzo? Lo spero. Se nei prossimi giorni la situazione migliora, si supera lo stato d’emergenza e dal nostro punto di vista si superano anche tante restrizioni“, ha detto questa mattina Matteo Salvini, ospite a Radio 24. Nulla di nuovo. Stupisce invece la presa di posizione di Silvio Berlusconi, di fatto allineata a quella dell’alleato leghista e a sua volta in pressing sul governo per un allentamento delle restrizioni. “Come deciso in molti Paesi europei, è arrivato anche in Italia il momento di rendere meno stringenti le norme per contrastare la diffusione del Covid”, ha scritto Berlusconi. “Siamo al lavoro – si legge nella nota – per scrivere un piano di graduale dismissione del Green pass a partire dai contesti che, secondo gli esperti, risultano meno pericolosi per la salute pubblica, come le attività commerciali e di intrattenimento. Questo piano verrà consegnato al governo nei prossimi giorni”, assicura Berlusconi. Che conclude: “Il nostro obiettivo è quello di consentire agli italiani di poter godere di una stagione estiva senza più limitazioni, finalmente spensierata”.
Per capire cosa è successo bisogna riavvolgere il nastro. La seduta in commissione Affari sociali della Camera è stata sospesa su richiesta della maggioranza, perché il partito di Matteo Salvini si era smarcato, votando l’emendamento insieme a FdI e Alternativa sulla “discriminazione” tra studenti vaccinati e non, sul quale il governo aveva dato parere contrario. Poi la Lega ha chiesto di mettere in votazione un suo emendamento che prevede, nonostante il parere contrario governativo, lo stop della validità dell’obbligo del green pass rafforzato per gli over 50 allo scadere dello stato di emergenza il 31 marzo. Il testo è stato accantonato per essere esaminato nella nuova seduta della Commissione. La relatrice Elena Carnevali (Pd) ha chiesto, come spiegato a LaPresse, “un ulteriore approfondimento viste le dichiarazioni dei deputati del Carroccio che avrebbero comunque votato a favore contro il parere del Governo”.
“Qualcuno doveva fare delle riflessioni”, ha commentato Massimiliano Panizzut, capogruppo della Lega in commissione Affari sociali. “L’emendamento è stato rimandato a dopo. Noi abbiamo dichiarato che lo avremmo votato e restiamo dell’avviso di non ritirarlo“, ha precisato all’Ansa. La Lega aveva proposto anche un emendamento sui transfrontalieri, “ma se ci sarà la garanzia del governo su una circolare siamo disposti ad accantonarlo”. Dalla Direzione Pd è arrivato invece il commento di Enrico Letta: “Noi chiediamo a tutti di essere seri e responsabili”, “a me ha colpito che dopo quello che successo l’altro giorno, come se nulla fosse, la Lega ha votato fuori dalle logica di maggioranza e contro il parere del governo. Chiediamo serietà innanzitutto a noi stessi e la chiediamo a tutti, perché è l’unico modo in cui questo lavoro comune che abbiamo chiesto al presidente Draghi vada avanti con efficacia“.
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