Maria Corti, l’omaggio di Pavia a 20 anni dalla morte: mercoledì gli amici al Salone Teresiano
Chissà se a Pellio, in alta Val d’Intelvi, dove riposa e dove ancora c’è la sua casa (oggi residenza culturale) affacciata sul lago di Lugano, le arriveranno le voci di amici e allievi riuniti a Pavia per ricordarla.
A Maria Corti, a vent’anni dalla morte, è dedicato mercoledì 23 febbraio un evento intimo, raccolto, un abbraccio in poesia di amici e allievi che si ritroveranno alle 17 nel salone Teresiano della Biblioteca Universitaria.
Voci e sottovoci per Maria è anche il titolo di una raccolta di omaggi poetici dedicata alla studiosa che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, ha dato vita al Centro Manoscritti dell’Università di Pavia.
«È una prima riflessione famigliare promossa dalla Fondazione a lei intitolata. Seguirà a giugno un convegno di studi, con la cornice di una mostra» anticipano Angelo Stella e Gianfranca Lavezzi, curatori della plaquette, arricchita da tavole di Pietro Pedeferri e di Lucia Pescador. E’ pubblicata da Interlinea a tiratura numerata, 333 esemplari numerati. Raccoglie testi di Mariantonietta Acocella, Nanni Balestrini, Annalisa Cima, Nicola G. De Donno, Umberto Eco, Alda Merini, Marzio Porro, Fabio Pusterla.
Agli omaggi poetici si accompagneranno, durante l’incontro, testimonianze di amici, di allieve e allievi di varie generazioni.
Una Maria Corti privata prenderà forma dalle parole di chi l’ha conosciuta e frequentata, anche fuori dalle aule in cui per anni ha insegnato Storia della Lingua Italiana. Gli ex rettori Roberto Schmid e Angiolino Stella, alcuni ex allievi tra i quali Francesca Caputo che è ora presidente del comitato scientifico per le celebrazioni del centenario di Luigi Meneghello, lo scrittore Paolo Di Stefano e Mauro Bersani, che ha curato per Einaudi la ristampa, da poco in libreria, di Ombre dal fondo.
Negli annali della cultura Maria Corti, nata a Milano nel 1915, è giustamente onorata come storica della lingua italiana, critica militante e teorica della letteratura. Ma c’è una dimensione alla quale ha sempre voluto appartenere, quella della scrittrice, della narratrice di racconti e romanzi, talvolta troppo a lungo chiusi in un cassetto.
Un cruccio di cui non ha mai fatto mistero con le persone a lei vicine.
Allieva di Benvenuto Terracini e di Antonio Banfi all’Università di Milano, nel 1955 lascia l’insegnamento al liceo classico e raggiunge Cesare Segre all’Università di Pavia, come docente di Storia della Lingua italiana. Prima come incaricata e poi, dalla metà degli anni Sessanta, dopo un felice biennio leccese, nel suo Salento magico, come cattedratica.
Tra le poesie raccolte in questa speciale edizione ci sono anche quelle che le ha dedicato Nicola De Donno, una delle voci più importanti nel panorama della poesia salentina. E poi, tra gli altri, omaggi resi (in vita) da Umberto Eco («Maria dagli irti colli/della Langa sul soglio/obliando Fenoglio/ora varchi il Ticin...») e da all’amica poetessa milanese Alda Merini («Io non so nulla, so solo che mi hai messo in un canto e mi hai detto: tu porti il sigillo della Poesia»).