Graziani non cerca alibi. «Stavolta la Da Rold non all’altezza dell’impegno»
BELLUNO. «Non ci sono giustificazioni. Non ci sono scuse. Non siamo stati all’altezza dell’impegno». È un giudizio che non lascia spazio a interpretazioni, quello di Alessandro Graziani. Il forte schiacciatore classe 1991, capitano in campo poiché sia Paganin che Candeago sono rimasti in panchina, fatica a trovare elementi positivi nella serata della Spes Arena che ha visto i Rinoceronti uscire a bocca asciutta.
«Non vedo aspetti positivi stavolta. Anzi, se vogliamo trovarne uno, direi che i ragazzi entrati dalla panchina, e mi riferisco ad Andrea Milani e a Stefano Guolla, hanno portato il loro contributo. Si allenano bene durante la settimana e meritavano di trovare spazio». Nel complesso, però, qualcosa non ha funzionato. «I nostri avversari sono scesi in campo spensierati: è una squadra giovane, ultima in classifica, che non aveva nulla da perdere. Conosco quella sensazione perché è capitato anche a me, quand’ero giovane, di trovarmi in una situazione simile. Noi, al contrario, siamo scesi in campo con troppi pensieri. Probabilmente temevamo di rivedere i fantasmi della partita di Torino (quando, otto giorni fa, la Da Rold Logistics era uscita dal campo della ViviBanca con un pesante passivo di 3-0, ndr). C’è poco da dire: i nostri avversari sono stati più bravi a metterci in difficoltà. Noi abbiamo commesso il classico errore che si fa per inesperienza».
Graziani non si aspettava che la serata potesse concludersi con questo epilogo. «In realtà non voglio dire che me lo sentissi, ma posso dire che ero molto preoccupato per questa partita. Immaginavo che potessimo correre il rischio di incappare in questo genere di errori». Qual è il vero Belluno? Quello che si esalta contro le grandi (ad esempio battendo Macerata in rimonta) o quello che capitola contro avversarie più attardate in classifica (come Torino o Brugherio)? Oppure è esattamente quello dell’ultima settimana: una squadra dal notevole potenziale (anche caratteriale, basti vedere le rimonte messe a segno durante questo campionato) che non ha però ancora raggiunto la piena maturità?
«Abbiamo due facce. Tra Torino e Brugherio abbiamo perso per strada 6 punti. Perché 6, secondo me, erano i punti che potevamo fare in queste due partite. E con 6 punti in più saremmo probabilmente saremmo non all’ottavo posto, ma al quinto… Vorrei che la squadra, me compreso, riprendesse fin da subito, da martedì, il percorso di crescita fatto in questi mesi. Questo atteggiamento che abbiamo messo in campo contro Brugherio mi preoccupa, anche in vista dei playoff. Non possiamo essere questi». Alla Da Rold Logistics, ieri sera, non sono bastati i quindici punti messi a referto da Graziani (nove dei quali, però, sono arrivati nel terzo set). Né sono bastati i venti sigilli che portano la firma di Matteo Piazzetta, il più ispirato (oltre che il più costante, per rendimento) tra i giocatori della formazione di casa. Il centrale bellunese, al suo primo campionato di serie A3, contro Brugherio ha realizzato cinque muri punto ed una prova eccellente in attacco con percentuali poco inferiori al settanta per cento. Dall’altra parte della rete, Brugherio si è affidata costantemente all’estro dell’opposto Aleksandar Mitkov che, pur con percentuali d’attacco non proprio esaltanti (il 39%), è risultato il miglior marcatore dell’incontro con i suoi ventidue punti a referto, impreziositi da un ace e quattro muri punto.