Addio a Carlo Porta, proprietario della Cedam, uomo di grandi principi ed editore puro
PADOVA. È mancato all’età di 91 anni Carlo Porta, proprietario, assieme alla famiglia Milani, della casa editrice Cedam. Protagonista principale nello sviluppo e crescita di questa azienda, viveva a Padova proprio vicino alla storica sede, in via Jappelli. Ancora molto in gamba nonostante l’età, è morto improvvisamente ieri notte.
«Carlo Porta è stato il mio maestro. I risultati che ancora oggi sto ottenendo, nella mia attività di uomo di relazioni, sono grazie ai suoi insegnamenti e alla trentennale attività editoriale che ho svolto al suo fianco», lo ricorda così Maurizio Motta, direttore editoriale della Cedam fino al 2006, quando è stata venduta agli olandesi, che per 27 anni ha lavorato a fianco a Carlo.
Uomo dai grandi principi morali ed etici, Carlo Porta è stato apprezzato in tutti gli ambienti universitari ed istituzionali del nostro Paese. Editore classico, capace di instaurare un rapporto non solo professionale, ma anche affettuoso e familiare con ciascun autore.
«Porta diceva sempre: “per ogni autore editare un proprio volume e come assistere alla nascita di un proprio figlio”. Un libro difatti, nel modo in cui è scritto e si presenta, assomiglia sempre al suo “genitore”. E ha pertanto molti tratti di unicità», dice Motta.
La Cedam di Carlo Porta è cresciuta investendo sui giovani autori nella speranza di avere poi i futuri Trabucchi, Galgano, Barile. «Con grande sacrificio decise per la cessione della Cedam all’olandese Wolters Kluwer. Ma capì che la casa editrice aveva necessità di una svolta per affrontare il nuovo millennio. Fu una sofferenza, questa cessione, sia per lui che per il sottoscritto. Difatti e, se ne accorsero anche molti autori Cedam, il passaggio da editore puro a una situazione decisamente più commerciale e attenta alle esigenze di una normale società industriale».
Il fondatore della Cedam fu Antonio Milani, nel 1903. Negli anni venti venne ceduta ai due fratelli di Antonio: Giovanni Milani e Marzio Milani. Al 50%. Poi passò ai due figli di Giovanni (25%+25%): Antonio e Caterina e a Emilia, figlia di Marzio Milani (50%) che sposò Carlo Porta. Carlo ed Emilia, mancata qualche anno fa, non ebbero figli.
«Esiste un archivio storico che vede presente tutta la ultra centenaria produzione della Cedam. Poter recuperare tutti questi volumi per renderli visibili a studenti, professionisti e non solo, sarebbe un vero e giusto omaggio a una personalità di tanto valore come Carlo Porta», dice Motta.
«Rammento anche la volontà di Carlo e della famiglia Milani di mettere a disposizione dell’università di Padova la sede storica di Cedam di via Jappelli 6. Questo per poter fare una Fondazione al servizio della cultura e della ricerca con una prestigiosa ricaduta sulla città di Padova. La miopia di qualcuno ne impedì la realizzazione. Mentre ricordo bene la volontà dell’attuale assessore alla Cultura Andrea Colasio di riuscire a recuperare l’archivio storico di Cedam per essere donato alla nostra città. Questo si può fare e dico all’Assessore Colasio che sono a disposizione»