Empoli, sfregiata con una svastica la lapide che ricorda il deportato Giulio Niccolai
Una svastica è stata disegnata su una lapide che ricorda il deportato Giulio Niccolai, a Ponte a Elsa, frazione di Empoli (Firenze). È il Comune ha darne notizia in un comunicato, spiegando che si tratta di un atto vandalico avvenuto in uno dei quattro giardini del paese intitolati ad altrettante persone che trovarono la morte nei campi di sterminio.
In particolare, Niccolai fu deportato l'8 marzo 1944 per poi trovare la morte l'11 giugno dello stesso anno a Mauthausen. Accertamenti sono in corso da parte delle forze dell'ordine anche tramite le telecamere di videosorveglianza. «Si tratta dell'ennesimo caso di grave offesa alla memoria della nostra comunità - commenta il sindaco di Empoli, Brenda Barnini -, inaccettabile sfregio che calpesta i sentimenti di antifascismo su cui si fonda la nostra storia. Come sempre cercheremo di individuare i responsabili e nel frattempo ripuliremo la lapide».
Per presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo «è vergognoso e inaccettabile l'oltraggio alla memoria di Giulio Niccolai, morto nel campo di sterminio di Mauthausen, e simbolo, insieme ad altri tre cittadini, delle vittime del mostruoso odio nazista in un parco di Empoli. La svastica che ne ha imbrattato la lapide nei Giardini della memoria a Ponte a Elsa è anche un oltraggio alla memoria storica di un'intera comunità!».
«Questi gesti - aggiunge Mazzeo - non offendono solo la memoria, i valori della nostra Costituzione e tutte le vittime della bestia nazifascista, ma soprattutto rappresentano un rigurgito preoccupante che speravamo fosse stato sepolto dalla storia. Ai responsabili farei visitare il campo di Mauthausen, solo cosi potrebbero capire la gravità del loro gesto. La mia solidarietà va alla comunità di Empoli, all'associazione nazionale ex Deportati e a tutti coloro che si impegnano nella cultura della memoria. Per non lasciare spazio all'odio siamo chiamati a continuare a dare voce ai testimoni, anche e soprattutto quelli che non ci sono più e lo abbiamo fatto con forza come Consiglio regionale nella Giornata della Memoria dello scorso 27 gennaio».