La Tav sui colli morenici mantovani sarà pronta fra tre anni
ALTO MANTOVANO. Ad osservarli dall’autostrada A 4, i lavori di costruzione della Tav Brescia Verona sembrano un fronte continuo chilometri. Si tratta in realtà di una decina di singoli cantieri, ciascuno dei quali si occupa di un segmento. Una sorta di opera diffusa che alla fine si connetterà in un’unica linea. Quasi 84 chilometri dove lavorano contemporaneamente circa 1.500 operai dei Cepav 2, il Consorzio del gruppo Eni “General contractor” dell’intera opera.
Due miliardi e mezzo di investimento per far correre su binari paralleli coppie di treni che sfrecceranno a 250 chilometri orari, riducendo i tempi degli spostamenti di passeggeri e merci. L’avanzamento dei lavori è vicino al 30%, ma si tratta di una prospettiva falsata. In realtà tutte le opere preliminari sono già state eseguite e la cantierizzazione sta procedendo rispettando la tempistiche che era stata fissata.
Questo anche grazie all’accelerazione impressa con la nomina del commissario governativo Vincenzo Macello. Per quest’anno il Commissario avrà a disposizione poco meno di mezzo miliardo. Soldi necessari per far procedere i cantieri avviati nel corso del 2021. A partire da quello più complesso, la galleria di Lonato, a nord di Castiglione delle Stiviere. Due canne parallele di quasi 8 chilometri (7.950 metri complessivi) scavai dalla talpa “Martina”, acquistata dalla compagnia delle ferrovie cinesi e arrivata espressamente via Oceano. Una scelta, quella di utilizzare un escavatore in grado di forare le montagne, dettata dal timore di trovare durante lo scavo dei “massi erratici” blocchi granitici trascinati dagli antichi ghiacciai che hanno creato le colline moreniche. Una seconda galleria, dall’altro capo della tratta, è quella di San Giorgio in Salici, nel Comune di Sona (Vr) questa volta con metodo tradizionale (preconsolidamento del fronte di scavo e successivo getto del rivestimento finale) per una lunghezza di 1.500 metri.
Sempre a sfioro del territorio mantovano, il sistema di tre gallerie che sottopassano il santuario del Frassino fra Peschiera e Ponti sul Mincio. In totale le gallerie in zona Frassino misurano 2 chilometri. Un’altra galleria passerà a sud della zona artigianale per arrivare in prossimità del Mincio, su cui verrà realizzato il nuovo viadotto sul fiume vicino allo svincolo autostradale, che sarà a sua volta modificato.
I tempi di realizzazione ora stringono. I cantieri corrono e la previsione è quella del completamento del tratto sino alle porte di Verona entro la fine del 2025, quando la linea, che oggi si ferma prima di Brescia, sarà attivata. La data da tenere presente è quella delle Olimpiadi invernali del febbraio 2026. Un anno più tardi i nuovi binari arriveranno sino a Vicenza. Ma il cantiere non si fermerà qui.
Da un lato ci sarà la prosecuzione per Padova e Venezia, dall’altro, la Brescia-Verona dovrà collegarsi alla ferrovia del Brennero. Per farlo, nascerà fra 2026 e 2027 a sud di Verona un nuovo grande scalo merci. Questo libererà lo scalo veronese di porta Nuova. A quel punto, dalla Tav, si staccheranno due binari che raggiungeranno il Quadrante Europa, la nuova stazione Porta Nuova e la linea del Brennero. Saremo nel 2030.