Morto durante lo stage in azienda, 45 giorni per conoscere la verità
UDINE. Quarantacinque giorni per capire. È il tempo assegnato dalla Procura di Udine all’ingegner Franco Curtarello, di Padova, per eseguire la perizia che dovrà ricostruire la dinamica dell’incidente che, lo scorso 21 gennaio, interruppe a soli 18 anni la vita di Lorenzo Parelli, lo studente di Morsano di Strada rimasto schiacciato da una barra d’acciaio, durante l’ultimo giorno del tirocinio organizzato dalla sua scuola, l’istituto salesiano Bearzi di Udine, alla Burimec di Lauzacco.
Al conferimento dell’incarico, lunedì 21 febbraio, erano presenti anche i difensori delle due persone che il pm Lucia Terzariol, titolare del fascicolo aperto sul caso per l’ipotesi di reato di omicidio colposo, ha ritenuto di iscrivere sul registro degli indagati.
Pietro Schneider, 71 anni, legale rappresentante dell’azienda, con l’avvocato Stefano Buonocore, e Claudio Morandini, 58 anni, di Rive d’Arcano, uno degli operai presenti nell’area in cui è avvenuto l’incidente e il primo a soccorrere il ragazzo, con gli avvocati Daniele Pezzetta e Alessandro Ventura.
Entrambi parteciperanno all’accertamento con i rispettivi consulenti tecnici: l’ingegner Mauro Pascolini, di Cividale, il primo, e l’ingegner Vittorio Bozzetto, di Pordenone, il secondo. Presente anche l’avvocato Stefano Fruttarolo, che assiste i genitori della vittima, il papà Dino e la mamma Maria Elena Dentesano, e che ha a propria volta indicato un professionista.
Ampio e complesso il quesito formulato dal pm, considerati i tanti aspetti che dovranno essere chiariti, a cominciare dalla ragione per cui la putrella, pesante 150 chili, è precipitata, finendo addosso a Lorenzo. E procurandogli «lesioni cranio encefaliche», come aveva precisato il medico legale Carlo Moreschi al termine dell’autopsia.