Consumi alle stelle nel campo nomadi di Udine, ancora nessuna soluzione per la perdita d’acqua
UDINE. Il contatore continua a girare all’impazzata, con il consumo giornaliero di acqua che si attesta sui 100 mila litri. Ma finché Comune e Cafc non si incontreranno, mercoledì 23 febbraio, la situazione nel campo nomadi di via Monte Sei Busi resterà immutata. Ieri un tecnico di palazzo D’Aronco ha effettuato un sopralluogo, rendendosi conto di persona del contesto, causato, molto probabilmente, da una perdita nelle condutture.
Eppure, da quando lo spreco è stato portato alla luce, giovedì 17 febbraio, non sono stati presi provvedimenti per ridurlo.
Il Comune attende il Cafc e quest’ultimo, a sua volta, aspetta di confrontarsi con il Comune. Un cortocircuito che potrà essere risolto solo domani, dopo l’atteso faccia a faccia tra le parti. Il sindaco Pietro Fontanini ha già anticipato la linea che intende tenere: dotare il campo di una fornitura d’acqua che assicuri il minimo vitale, dando la possibilità a chi vorrà più acqua, di stipulare un contratto direttamente con Cafc, in modo da pagare quanto realmente consumato. Come peraltro già avviene per l’energia elettrica attraverso l’Enel.
Un tema su cui si fa sentire il capogruppo di Progetto Innovare, Federico Pirone: «Nessuno può negare la tutela e il rispetto della dignità delle persone, tantomeno un sindaco: sentire da parte di Fontanini che l’acqua “dal campo rom va staccata” , è qualcosa di disumano, che va contro ciò che prevede la nostra Costituzione. Il primo cittadino accerti se ci sono stati problemi di conteggio e li risolva, verifichi se c’è stata una violazione delle regole, ma non stacchi l’acqua. Lì vivono dei bambini, vivono delle persone».
Pirone allarga così il suo ragionamento: «Se gli sta a cuore veramente il “campo nomadi” spieghi alla città cosa ha fatto per aumentare l’inclusione di queste persone, per ridurre la povertà, compresa quella educativa, e l’abbandono scolastico dei minori che lì ci vivono. Spieghi come ha operato e come intende operare per creare condizioni di vita e di sicurezza migliori. Per tutta la comunità. Lasciando parte l’inutile propaganda», chiude l’esponente dell’opposizione.