A Vezzano il Pd attacca «Piazza della Libertà sarà più brutta e più insicura»
Domenico Amidati
Vezzano. Occorre ripensare il rifacimento di piazza della Libertà, perché il progetto rende il centro più pericoloso, brutto e meno vivibile. È quanto afferma il Partito Democratico di Vezzano.
«Siamo stati in silenzio per molto tempo, forse troppo – afferma il Pd locale –. Abbiamo pensato che fosse giusto che la lista che nel 2019 alle elezioni amministrative ci ha chiaramente battuto avesse il tempo di cimentarsi con il governo del nostro paese, e capire la differenza tra il brontolare e il governare; per di più il Covid ha rallentato per tutti le possibilità di azioni concrete di governo, quindi non abbiamo voluto innescare nessuna polemiche che poteva apparire preconcetta, abbiamo visto alcune azioni condivisibili altre meno, ci è sembrato insomma giusto aspettare per intervenire pubblicamente».
«La questione che riguarda il nuovo progetto di piazza Libertà e piazza della Vittoria – argomenta il Pd – ci obbliga a chiedere alla amministrazione di Vezzano un ripensamento per non sprecare risorse, ma ancor prima perché questo intervento la renderà indubbiamente più pericolosa, brutta e meno vivibile. Più pericolosa perché l’entrata ed uscita realizzate in due strette corsie che si immettono sulla strada statale, sotto un semaforo esistente, e se abbiamo letto bene uno nuovo per uscire, a distanza di pochi metri a 3 diverse strisce pedonali, non può che generare confusione e pericolo».
I PARCHEGGI
«Per dimostrare che con questo progetto i posti parcheggio aumenteranno, le strisce sono state previste non a spina di pesce come sono oggi, ma parallele alla corsia, per cui per parcheggiare ed uscire si devono fare più manovre utilizzando tutte e due le corsie, e in retromarcia non c’è la vista sulle auto che arrivano. La rotonda di ritorno è molto stretta ed è piccola già per le autovetture, si dice sarà vietato il traffico ai mezzi pesanti, questo sarà sicuramente problematico per rifornimenti dei negozi ed altri servizi, ….speriamo non ci siano mai bisogni di sicurezza quali vigili del fuoco eccetera. Si salirà dalla palestra alla piazza, invece di scendere come si fa oggi, anche questo sarà più pericoloso perché con meno visibilità, perdipiù l’immissione sarà proprio nella piccola rotonda, il problema della salita è anche quello che ad oggi la zona palestra/sportiva è sempre stato il parcheggio di riserva della piazza, del municipio, farmacia, banca e negozi vari, domani se i parcheggi saranno pieni bisogna uscire, reimmettersi sulla statale 63 per rientrare in via Tintoria e tornare a cercare parcheggio in zona sportiva, questo speriamo non voglia dire che si fa prima ad… andare a Puianello. Sappiamo bene che in questo progetto ci sta anche il tentativo di dare risposte ad alcuni problemi concreti come la pericolosità dell’uscita attuale da via Tintoria, ma la risposta non è adeguata».
L’ASPETTO ESTETICO
«Evitiamo il giudizio estetico perché il tutto è davvero molto brutto e discutibile, ma ci interessa sottolineare che rispetto ad oggi una parte della piazza pedonale diventerà trafficata, all’opposto di quello che avviene in tutte le realtà vicine ed evolute, dove si riconosce sempre di più alla piazza e agli esercizi connessi un ruolo strategico per una comunità che ha sempre meno occasioni di incontro e rischia di essere sempre più virtuale».
Infine, il Pd interviene anche su piazza della Vittoria. «È stato spiegato che serviranno molte risorse per togliere gli attuali muretti in sasso che servono da sedute, perché pericolosi (potrebbe anche essere, anche se in questi anni non abbiamo mai saputo di problemi particolari) comunque sarebbe utile, anche in questo caso, prima di togliere, capire cosa mettere per permettere e sviluppare socialità. Invitiamo, non solo per queste poche considerazioni, l’amministrazione di Vezzano a ritirare e rivedere questo progetto, riaprire una riflessione, sappiamo che il tema della modifica della piazza era nel programma elettorale della attuale maggioranza, ma sarebbe apprezzabile che una lista civica così eterogenea, confrontandosi con la realtà, ci ripensasse, speriamo che non sia già stata contagiata da malattie tipiche dei partiti, quali il difendere l’indifendibile».
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