A Udine gli infermieri no vax guariti dal Covid tornano al lavoro, il ministero ribadisce: non basta, devono vaccinarsi
UDINE. Un ginepraio inestricabile di circolari ministeriali: così gli infermieri non vaccinati tornano al lavoro. È quello che accade a Udine dove qualche infermiere, guarito dal Covid, ma non vaccinato, è stato reintegrato.
La legge, o meglio l’ultima circolare del ministero della Salute, parla chiaro: gli operatori sanitari possono lavorare solamente dopo essersi vaccinati. Ma non è facile come sembra. «Abbiamo già reintegrato qualche operatore – spiega il presidente dell’Ordine degli infermieri di Udine, Stefano Giglio – fino a oggi la normativa non era chiara: da una parte si dice che l’operatore sanitario deve vaccinarsi in maniera obbligatoria, dall’altra che un operatore guarito dal Covid ottiene un Green pass valido 4 mesi anche per lavorare. Questa – sostiene Giglio – è l’incongruenza che ci siamo trovati di fronte, tant’è che l’ultima circolare del ministero (dove si precisa l’obbligo vaccinale e la non validità del green pass da guarigione per gli operatori sanitari) è la risposta a un quesito posto dall’ordine nazionale dei medici che si è trovato nella nostra stessa condizione».
Come ordine locale, quello di Udine ha seguito le indicazioni nazionali, non potendo agire in autonomia. «In questa situazione si trovano circa 15 infermieri e se la Federazione ci dirà di sospenderli, così faremo (martedì 22 febbraio è previsto un incontro per ulteriori sospensioni). C’è stata grande confusione nelle normative – tiene a precisare Giglio –. Nel contesto precedente questa circolare i reintegri erano legittimi e così abbiamo fatto. Non siamo funzionari dello Stato, non abbiamo tutto il giorno per gestire questioni amministrative e qualunque decisione sia presa, sarà una scelta fatta in maniera collegiale».
L’Ordine degli infermieri si trova alle prese con una ventina di operatori “no vax” e 230 casi che non risultano ancora in regola con il Green pass, «ma questi sono dati a calare – conclude –, valutiamo giorno per giorno».
Tempi non brevi, in realtà, dato che gli operatori sanitari guariti dal Covid ma non vaccinati devono attendere almeno tre mesi prima di sottoporsi alla prima dose, quella valida per poter tornare al lavoro. La confusione regna sovrana come conferma il presidente dell’ordine dei medici di Udine, Gian Luigi Tiberio, al quale non sono, per ora, arrivate richieste di reintegro da parte di medici guariti, ma non vaccinati. «C’è un aspetto controverso anche nell’ultima circolare – spiega – perché si riferisce a operatori già sospesi. È una discrepanza che crea confusione, perché l’obbligo vaccinale viene evidenziato dalla legge come requisito indispensabile per praticare la professione ed è una legge che risale allo scorso novembre».
Un appiglio, insomma, quello degli operatori non vaccinati che vogliono tornare al lavoro con il Green pass da guarigione. Una richiesta non condivisa assolutamente dal presidente dell’Ordine: «L’obbligo vaccinale è operativo da maggio 2021 – precisa –, ma all’inizio la verifica dell’adempienza era in capo alle aziende sanitarie, oggi è in capo agli ordini, così le sospensioni non sono state immediate». Il risultato è quello di vedere la lavoro operatori non ancora vaccinati e mettersi in regola non sarà immediato.